martedì 10 febbraio 2009

L'attrice Lucia Paglino


Lucia Paglino, anziate d’adozione, è appassionata di teatro fin da ragazza. All’età di sedici anni, era assidua frequentatrice di un’associazione culturale ed arte filodrammatica, in Campania, da dove proviene. Nel 1998 è entrata a far parte della Compagnia Teatrale ”Arte Povera” di Lavinio, parte integrante dell’associazione culturale “Terra di Enea”, diretta da Alessandra Brignone, regista e presidente dell’associazione, ed è proprio grazie ad Alessandra Brignone, che ha potuto approfondire la sua passione per la recitazione, frequentando laboratori teatrali con attori come Guglielmo Ferraiola e sulla recitazione cinematografia con l’attore Cesare Bocci. Il primo esordio nel 1998 con “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Poi prevalentemente impegnata in commedie del teatro napoletano, come: “Ditegli sempre di si”; “Tre cazune fortunate”; “Na Santarella”. Poi: “I racconti della guardiola di Checco Durante”, “Roma-Napoli 0-0”; “Non tutti i ladri vengono per nuocere” di Dario Fo; “Nu mese ò ferisco”, “Pronto 6 e 22?” di Paola Riccora. L’entusiasmo e la passione per il palcoscenico, sono il segreto di un’attività teatrale così longeva. Info: gdomusica@thecentre.it

Nunzio Monticelli Cuggiò


L’artista Nunzio Monticelli Cuggiò, napoletano di nascita ma anziate d’adozione, dedica la sua vita alla realizzazione di vere e proprie opere d’arte. Nel 1987 ottiene il Diploma di Maestro d’Arte con specializzazione in “decorazione plastica” ed indirizzo specifico in “decorazione ed arredo delle chiese” conseguito presso l’Istituto d’Arte Statale “Roma 2” di Roma. Successivamente partecipa a vari master e Corsi di Specializzazione ottenendo l’Attestato di Qualifica Professionale di “Addetto alle lavorazioni di vetro/resine/mosaici e materiali per artigianato sacro” presso la Regione Lazio. Le sue Esperienze Professionali lo portano a collaborare ed a fornire mosaici aventi ad oggetto immagini sacre ad “Arte Religiosa Srl” di Roma ed alla Ditta “Domus Dei” di Albano Laziale. Monticelli collabora anche con la Fabbrica del Mosaico della Città del Vaticano. L’artista di Anzio progetta ed esegue mosaici pavimentali e parietali in Cattedrali e Chiese in Italia ed all’Estero. I principali lavori realizzati sono:

  • Pavimentazione della Cattedrale di Newry nell’Irlanda del Nord;

  • Decorazione di Chiese con mosaici parietali Barcellona Pozzo di Gotto, Cagliari, Persano;

  • Riproduzione di tutto il Giudizio Universale in micromosaico 1,70 x 90 cm;

  • Ritrattistica di personaggi famosi;

  • Riproduzione della statuaria come la Pietà di Michelangelo Buonarroti, il Mosé, il David;

  • Cupola rappresentante la Croce Gemmata con le sette sorgenti, eseguita sul posto con applicazione diretta;

  • Rosoni per il pavimento di una piscina in Belgio;

  • Portone per una Cattedrale Canadese.

Per contattare Nunzio Monticelli Cuggiò: bertmont@tiscali.it - www.nunziomonticelli.com

DOC

sabato 31 gennaio 2009

Anzio: Laurea Honoris causa ad Alfredo Folliero.












Alfredo Folliero è uno dei pochi veri maestri pizzaioli in circolazione. Alfredo fin da piccolo, quando frequentava il Conservatorio Musicale "San Pietro a Maiella" di Napoli, fra una nota e uno spartito, il suo pensiero viaggiava verso le armonie della pasta lievitata. Nel tempo libero passava presso i forni dei panificatori e tarallari "Folliero" e presso le pizzerie dell'altro ramo di famiglia situato nel popoloso quartiere di Porta Capuana-Maddalena. Pedalando da una pizzeria all'altro Alfredo affinò a tutte le esperienze in un unico amore per la pizza. A differenza di un semplice pizzaiolo fin da giovane trasmetteva una simpatia ed un’eleganza nel comunicare con la gente, grazie alle sue doti fu contattato dalle più grandi aziende nel campo della ristorazione. Le referenze di Folliero si diffusero per tutta Italia finché un giorno arrivò una chiamata da Milano dove lo invitava alla direzione di una famosa catena di pizzerie. Il trasferimento fu imminente e li passò tre lunghi anni portando le pizzerie al successo. Nell'esperienza milanese acquisì le caratteristiche del vero imprenditore e decise di mettersi in proprio. La nuova tappa, la Liguria, fu una vera sfida. Una terra stupenda, tra mare e monti ma con uno stile di vita freddo e riservato. La simpatia e l'eleganza scugnizza ci mise poco ad entrare nei cuori dei liguri, portando un nuovo stile di ristorazione, una pizzeria tipica napoletana affiancata da giochi e cabaré. In questi anni Alfredo continuò gli studi della pizza migliorando la qualità grazie al gemellaggio con mulini e ditte specializzate in prodotti culinari. Passarono pochi anni e la famiglia Folliero aprì un Albergo Ristorante Pizzeria su una collina con una stupenda vista mare. Oltre agli affari, Alfredo in Liguria era riconosciuto come un personaggio grazie alle suo organizzazione che vedeva unite pizza, sport e beneficenza. Il clima rigido della Liguria, spinse la famiglia a tornare verso le calde terre del sud, vicini all'amata Napoli. Una parte del cuore della famiglia Folliero rimase in Liguria, una terra che li aveva adottati con tanto amore ed aveva apprezzato la genuinità della vera pizza napoletana. Al momento possiamo trovare la famiglia Folliero ad Anzio. Ormai sono passati dieci anni da quando Alfredo ha aperto Pizza D.O.C. il fast food tipico napoletano ormai riconosciuto in tutto il mondo grazie ai corsi di formazione ed alle vittorie ottenute dai due figli Augusto e Mario. Il tempo passa e la clientela aumenta giorno dopo giorno e per accontentare tutti, la famiglia Folliero porta ad Anzio anche la cucina tipica napoletana aprendo "Anema e Core" un Ristorante, Pizzeria e Friggitoria. L’intraprendenza del Maestro Folliero è in continuo crescendo fino ad ottenere il conferimento della Laurea Honoris Causa, presso il Senato della Repubblica, in Scienze dell’Alimentazione, alla presenza del presidente Renato Schifano. Il neo dott. Folliero ha voluto salutare la stampa locale, gli amici e collaboratori provenienti da ogni parte d’Italia. presso la pizzeria “Anema & Core” di Lavinio Stazione con una cena degna della migliore tradizione della cucina mediterranea. Presente Antonella Mosca corrispondente de Il Messaggero, Elia D’Intino direttore del mensile “Scacco Matto” e GDO per il quindicinale Il Litorale; l’assessore al turismo Umberto Succi ha ringraziato il dott. Folliero per aver, ancora una volta, dato risalto e onore al territorio quale cittadino anziate. Tra gli ospito anche il consigliere Beniamino Colantuono e l’ex sindaco di Anzio, Renzo Mastracci. Folliero ha ricevuto i complimenti di tutti i presenti ed ha ricordato che il suo motto è “tradizione e qualità”, elementi che da sempre pubblicizza grazie all’Unione Europea Pizzaioli Tradizionali e Ristoratori (U.E.P.TeR.), oltre all’accostamento della pizza alla beneficenza ed alla solidarietà. Il pluricampione Marcello Pezzolla ha voluto essere presente alla serata. Congratulazioni al maestro Alfredo Folliero che come dottore in scienze dell’alimentazione darà un nuovo impulso alla ristorazione genuina locale ed italiana.

Anzio, città artigiana.












“I lavori, per l’ultimazione delle opere di urbanizzazione della Città Artigiana, stanno proseguendo regolarmente in quando abbiamo messo a disposizione della ditta incaricata il contributo comunale. Ringrazio il Consorzio per aver organizzato questo incontro e l’Assessore Regionale, Francesco De Angelis, per essersi assunto l’impegno di stanziare i contributi necessari per completare l’intervento che consentirà di dare importanti risposte alle 48 ditte del territorio che si insedieranno nella Città Artigiana”.
Lo ha affermato il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, nel suo intervento all’incontro di ieri sera, organizzato dal Consorzio Sviluppo Imprese Anzio presso il Ristorante Porto d’Anzio, al quale sono intervenuti l’Assessore Regionale alla piccola e media impresa, commercio ed artigianato, Francesco De Angelis, gli Assessori del Comune di Anzio alle Attività Produttive ed alle Finanze, Pasquale Perronace e Giuseppe Mercuri, il Vicepresidente di Confartigianato Imprese Lazio, arch. Alessandra Bianchi, l’Assessore Provinciale all’Agricoltura, Aurelio Lo Fazio, l’ex Assessore del Comune di Anzio, Concetto Guerrisi in rappresentanza del Consorzio e circa venti imprenditori ai quali sono stati assegnati i lotti presso la Città Artigiana in località Padiglione. L’importo complessivo, relativo al secondo lotto dei lavori, è pari a 2.100.000,00 euro di cui 1.425.000,00 a carico della Regione (70%) e 675.000,00 a carico del Comune di Anzio. “Nei prossimi giorni – ha detto l’Assessore Regionale De Angelis – solleciterò l’Assessore al Bilancio della Regione, Luigi Nieri, affinché vengano sbloccati i mandati che consentiranno alla ditta di proseguire i lavori per la realizzazione della Città Artigiana. Faremo la nostra parte per dare il nostro contributo al completamento dell’opera e per sostenere, con specifici bandi di finanziamento, gli artigiani della Regione Lazio”. “La scorso 20 gennaio - dice l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Anzio, Pasquale Perronaceabbiamo approvato la delibera relativa all’assegnazione degli ulteriori trentuno lotti che si sommeranno ai precedenti diciassette assegnati in via definitiva alle ditte che, versando almeno il 10% del costo del lotto e firmando una convenzione con l’Ente, hanno formalizzato l’acquisto ed il relativo iter previsto di pagamento dilazionato. A breve gli uffici comunali contatteranno le imprese di questa seconda graduatoria che, ricevuta la comunicazione, avranno trenta giorni di tempo per la stipula della convenzione e per formalizzare l’assegnazione di questi ulteriori trentuno lotti”. L’incontro tra il Consorzio, la Regione Lazio e l’Amministrazione Comunale è stato aperto dall’intervento di Concetto Guerrisi che ha ringraziato gli artigiani presenti, l’Assessore Regionale De Angelis per la positiva collaborazione e soprattutto il sindaco Bruschini per essersi attivato immediatamente e per aver stanziato i fondi comunali che hanno consentito di avviare il secondo lotto dei lavori per la realizzazione della Città Artigiana.

venerdì 30 gennaio 2009

Anzio: Attoni (La Destra) replica ad Alberghini (Rif. Comunista).

Al segretario di un partito che vuole rifondare il comunismo in Italia dico che, purtroppo, la storia la scrive sempre chi vince, ed è per questo che in Italia, per oltre mezzo secolo, i libri di testo hanno ignorato fatti come le foibe ed i centinaia di migliaia di ragazzi morti, molti dei quali sui nostri territori, soltanto perché hanno eseguito degli ordini. Bene ha fatto il Sindaco di Anzio, Bruschini, a commemorare anche i 24.000 soldati tedeschi, nostri ex alleati fino a pochi mesi prima dello sbarco, sepolti a Pomezia, ed i soldati della X Mas sepolti a Nettuno, ed ad affermare che non possiamo continuare a distinguere i morti di serie A da quelli di serie B”. Così il capogruppo della Destra, al Consiglio Comunale di Anzio, Sebastiano Attoni, replica al segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Anzio che ha aspramente criticato il discorso del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, pronunciato in occasione delle celebrazioni per lo Sbarco di Anzio. “Con il sindaco Bruschini – prosegue Attoni – sono stato in competizione alle ultime elezioni comunali, ma il suo intervento, come ha sostenuto il Gen.C.A. Luigi Pellegrino, è stato intellettualmente perfetto. Da socialista, pacifista ed antifascista, è riuscito a riunire tutte le coscienze ed a fare – della giornata dello sbarco – un’occasione di riappacificazione, così come stabilito dal nostro Consiglio Comunale. Invito il segretario della Rifondazione Comunista a non indignarsi e, soprattutto, a non chiamare carnefici i ragazzi di 18 – 20 anni, venuti a morire ad Anzio. La Destra – conclude Attoni – esprime solidarietà al Sindaco per la sconcertante lettera di Rifondazione Comunista, e plaude alla perfetta organizzazione del Comune di Anzio in occasione delle celebrazioni per il 65° Anniversario dello Sbarco.”

martedì 27 gennaio 2009

Presentazione del volume "Storia di Anzio", il 6 febbario 2009

In occasione dei 150 anni dell’Autonomia Comunale di Anzio (1857-2007), concessa da Papa Pio IX nel giugno 1856 con decorrenza 1 gennaio 1857, l’Amministrazione Comunale ha promosso la stesura di un testo che racchiude l’intera storia della Città. Il Volume “STORIA DI ANZIO”, scritto dal professor Clemente Marigliani, raccoglie le vicende della Città di Anzio, dal V secolo A.C. sino alle soglie del 2000, per fornire agli studenti, agli appassionati, ai cittadini, ai turisti ed ai cultori della materia la possibilità di una visione organica degli eventi di una “gloriosa storia”. Venerdì 6 febbraio alle ore 17.30, all’interno del Museo Civico Archeologico di Anzio – Villa Adele, la pubblicazione sarà presentata ufficialmente alla presenza dell’Autore, del sindaco, Lucano Bruschini, dell’Assessore alla Cultura, Umberto Succi, del Senatore, Candido De Angelis, del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata, Rino Caputo, del Direttore dell’Archivio di Stato – Roma, Luigi Londei e del dott. Alessandro Jaja dell’Università La Sapienza di Roma. “Il volume - ha scritto il sindaco Bruschini nella presentazione dell’opera - ricostruisce la mappa delle opere d’arte che, da Anzio, sono state disseminate nei vari musei italiani e stranieri ma, soprattutto, ripercorre le vicende di una città più volte distrutta e sempre ricostruita che ha sempre avuto con il mare un rapporto inscindibile. Proprio la vicenda del porto, al centro di discussioni e polemiche dopo la sua inaugurazione nel 1700, è trattata dal professor Marigliani insieme ai vari progetti che hanno visto nascere e morire tutta una serie di propositi tesi a rilanciare il bacino portuale. Auspico – conclude il Sindaco - che il nuovo progetto sia l’occasione per il rilancio di Anzio e per il nuovo Rinascimento della Città. L’importante pubblicazione – dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Anzio, Umberto Succi – costituirà uno strumento fondamentale per promuovere, nelle varie Borse e nei vari appuntamenti di settore, la nostra storia ed i nostro ricco patrimonio archeologico”. Di seguito si elencano i periodi storici trattati nella pubblicazione “Storia di Anzio”.

Le origini dell’antica Antium si perdono nei miti della fondazione, tipici dei popoli latini. Attraverso il suo primo porto il Caenon i navigatori anziati si spinsero verso lontane mete sino a quando, venuti in contatto con i Volsci, si resero protagonisti di una orgogliosa resistenza contro l’avanzata romana che vide la capitolazione della Città e la distruzione del suo porto nel 338 A.C. La storia di Antium da quel momento si legava con la storia di Roma. La Città si popolava lungo tutta la costa di splendide ville sul mare. Divenne luogo prescelto dall’aristocrazia romana, Cicerone (106 a.C.- 43 a.C.) da Antium e da Torre Astura vergò numerose lettere. Ma soprattutto importante fu la frequentazione della famiglia Giulio-Claudia. Ad Antium nacquero Caligola imperatore romano (37-41 d.C.) e Nerone imperatore (54-68 d.C.) che dotò la città del celebre porto neroniano. Tra gli imperatori che frequentarono o si prodigarono per abbellire Antium ricorderemo: Domiziano (81-96), Adriano (117-138), Antonino Pio (138-161) e Commodo (180-192). Nel IV secolo la Città divenne Sede Vescovile, ma con la decadenza dell’Impero Romano Antium declinava inesorabilmente e dopo una breve parentesi come domus-culta si eclissava; contemporaneamente veniva depauperata di splendide opere d’arte o peggio usata come deposito dove prelevare e recuperare materiale pregiato da riciclare nelle più disparate costruzioni. Nel XVII secolo il territorio venne prediletto dai cardinali Cesi e Costaguti (poi Pamphilj) che vi costruirono le loro ville. Finalmente, nel 1697, Papa Innocenzo XII (1691-1700) decideva la ricostruzione del porto. In conseguenza di ciò sorgevano anche le ville dei cardinali Albani e Corsini cui seguirono gli insediamenti delle famiglie Borghese, Aldobrandini e Mencacci. Lentamente intorno al porto si ricostituiva una piccola comunità, inizialmente formata di pescatori che provenivano soprattutto da Gaeta e da tutta la costa meridionale: Sorrento, Pozzuoli, Torre del Greco, Napoli, Ercolano, Baia, Capri e persino dalla Sardegna e dalla Corsica. In definitiva una comunità di stranieri, estranei allo Stato Pontificio, provenienti dal Regno di Napoli (da cui spesso fuggivano per sottrarsi alla leva), dal Regno Sardo, dalla Francia, per non parlare dei numerosi forzati che ad Anzio mettevano su famiglia. A Francesco Lombardi va il merito di aver contribuito con le sue opere a far sì che i nuovi arrivati si sentissero gli ideali continuatori dei Tirreni, dei Volsci, e dei Romani. Il riconoscimento da parte di Pio IX (1846-1878), nel 1857, dell’Autonomia Comunale di Anzio aveva finito per suggellare la legittimità di un sentimento che nel tempo si era radicato. In definitiva la piccola comunità, raccolta intorno ai racconti, agli articoli ed ai libri di Francesco Lombardi, riuscì a realizzare quello che Pietro Scoppola scriveva nel suo ultimo straordinario libro: «Un’identità da ricercare non in solitudine ma nel rapporto con amici più maturi, che avvertivano un’analoga esigenza, e con i grandi del passato». Il volume “STORIA DI ANZIO” evidenzia le opere d’arte prelevate nel tempo dall’antica Antium e disseminate nei più prestigiosi musei del mondo. Una particolare sezione è dedicata ai numerosi progetti per un nuovo porto che si sono succeduti dal 1857 al 2000. Infine oltre alla puntuale segnalazione delle fonti storiche antiche e moderne il volume contiene la riproduzione di numerosi documenti di archivio che lo rendono particolarmente affascinante.

lunedì 26 gennaio 2009

65° Anniversario dello Sbarco di Anzio: lettera aperta al sindaco Bruschini

Egregio Sig. Sindaco,
il discorso da Lei pronunciato in occasione del 65° anniversario dello sbarco anglo-americano suscita sconcerto e rabbia. L’omaggio reso ai soldati tedeschi “morti in nome dei loro ideali” ed ai fascisti della X Mas, nei cimiteri di guerra di Pomezia e di Nettuno, rappresenta una grave offesa alla coscienza democratica ed antifascista della nostra città. E’ altrettanto grave quanto da Lei dichiarato in merito al rammarico per essere stato l’unico sindaco che è intervenuto alla commemorazione dei soldati tedeschi. Le ricordo che il giorno per la commemorazione dei defunti è il 2 novembre. Nelle altre date si commemora, invece, il tributo di sangue con cui si è costruita la nostra democrazia, nata dalla Resistenza e dalla guerra di liberazione nazionale. La riscrittura della storia in chiave revisionistica, che consente di confondere i carnefici con le vittime, è un’operazione ignobile che non può che generare un moto di indignazione. I valori della Resistenza dovrebbero essere patrimonio anche delle istituzioni democratiche e di tutte le donne e gli uomini che, grazie a quelle drammatiche pagine di storia, possono oggi manifestare liberamente le proprie idee. Come donne ed uomini del Prc ci batteremo sempre per difendere l'antifascismo, la libertà, la democrazia e la Carta Costituzionale perché, ne siamo certi, la ragione non è un'opinione. Tutto questo lo sapeva bene il presidente Pertini, lui era un vero socialista.
Massimo Alberghini, segretario Prc di Anzio