domenica 6 luglio 2008

Anzio: Salviamo il Porto Neroniano e la Villa Imperiale







Nel 2004 la Regione Lazio approvò un progetto per la messa in opera di una diga posta a difesa dell’antico porto romano e delle strutture adiacenti, denominato “Intervento a difesa del litorale e del bacino dell’antico porto neroniano ed a tal fine stanziò un contributo di 1.000.000 di euro, con delibera della Giunta Regionale n. 61 del 30/1/04, per la realizzazione di un primo stralcio. Recentemente la Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Lazio è tornata a sollecitare l’Amministrazione Comunale rispetto all’urgenza di un intervento a tutela del Porto Neroniano, minacciato dalla continua erosione del mare, che rischia di scomparire definitivamente, se la Regione Lazio non procederà immediatamente con le opere previste. Per questi motivi il sindaco Luciano Bruschini, l’assessore al turismo Umberto Succi ed il presidente della Pro Loco “Porto d’Anzio” invitano tutta la cittadinanza a partecipare alla sottoscrizione di firme per il progetto di protezione del Porto Neroniano e della Villa Imperiale, per fare in modo che sia avviato e portato a compimento l’intervento di tutela del millenario patrimonio storico ed archeologico della città di Anzio e dell’umanità. L’appuntamento è dal 18 al 25 luglio in Piazza Pia, dalle 18.00 alle 23.00, per ammirare la mostra fotografica sull’erosione marina del Porto Neroniano e della Villa Imperiale e dare il proprio appoggio all’iniziativa della raccolta di firme. Ricordiamo che ci sono in ogni caso altri punti permanenti per la raccolta firma presso il Museo Civico Archeologico e Museo dello Sbarco in Via di Villa Adele, Parco Archeologico della Villa Imperiale in Via Fanciulla d’Anzio, Ufficio I.A.T. di Piazza Pia, Box Informazioni Pro Loco di Lavino in Piazza Lavinia, Bar Grand’Italia in Piazza Pia e presso gli stabilimenti balneari “Tirrena” (Riviera Zanardelli), “Dea Fortuna” e “Lido di Nerone” (Riviera Mallozzi). Info: 3475912752 – litorale@email.it

Riserva naturale di Tor Caldara


Riserva naturale di 44 ettari, istituita nel 1988, situata tra Anzio e Lavinio Lido di Enea al km 34.400 della via Ardeatina. Costituisce uno degli ultimi lembi delle migliaia di ettari di bosco che ricoprivano il Lazio fino agli inizi del 1900. La riserva custodisce un esempio di foresta mediterranea a prevalenza di sempreverdi: lecci, sugheri, erica arborea, corbezzolo, ontani, pioppi, tremuli, farnie. Ricca anche di fauna composta da rettili, anfibi, uccelli e mammiferi vari. Le numerose sorgenti sulfuree, nelle quali è vietato bagnarsi, sono dovute alla risalita dei gas vulcanici dalle radici periferiche del vulcano laziale. Nella riserva possiamo incontrare numerosi resti di costruzioni romane e la torre di avvistamento, eretta nel 1560, a difesa delle incursioni saracene. Aperta al pubblico il giovedì, il sabato e la domenica dalle ore 09.00 alle ore 19.00, con ingresso gratuito. Vengono organizzate anche visite guidate per gruppi.

Il Paradiso sul Mare


Nel 1919 Giuseppe Polli ideò la costruzione del casinò, il Paradiso sul mare, con grandi e luminose sale in luogo del tempio e tappeti verdi in luogo di are. La costruzione fu affidata all'architetto Bazzani, iniziata nel 1919 e terminata in 5 anni. L'edificio, in stile liberty con forti elementi massonici, ha un atrio di forma semiellittica, sostenuto da sei colonne grigie con capitelli poggiati su travertino bianco. Due sale da gioco, entrambe di forma circolare, hanno il soffitto sorretto da dieci pilastri con affreschi del Tosatto; la prima sala con scene primaverili, detta appunto della Primavera, l'altra con scene di ninfe danzanti. Dal salone Primavera si entra su un ampio terrazzo, la balconata è adornata da sei statue (purtroppo decapitate da vandali): Estate, Primavera, Industria, Commercio, Autunno, Inverno. Al piano di sotto si trova il salone da pranzo in toni di bianco e grigi con stucchi di avorio, la pista da ballo circolare delineata da dieci colonne in stile ionico. L'inaugurazione avvenne con fasto solenne, ma la cosa non piacque a papa Pio X che ne promosse la chiusura, non potendo tollerare un luogo di vizio a due passi dal cuore della cristianità. Ora proprietà comunale, l'edificio è sede di una scuola alberghiera. Federico Fellini lo volle nel suo film Amarcord, allestendolo a Grand Hotel di Rimini. Alberto Sordi e Monica Vitti ballarono nelle sue sale sul set di Polvere di Stelle. Per vedere gli splendidi interni bisogna aspettare le manifestazioni che il comune vi organizza soprattutto in estate.

venerdì 4 luglio 2008

Formazione alle Assistenti Materne e sperimentazione del Nido Familiare

Come noto la cooperativa sociale ASTROLABIO e la Step Spa consortile Società controllata dalla Camera di Commercio di Latina, sono titolari del primo progetto sperimentale in provincia di Latina, finalizzato alla creazione di un dispositivo territoriale (il nido familiare)che favorisca, da un lato l’occupazione delle donne, proponendo un percorso che contribuisca a creare attraverso un’attività formativa la figura dell’assistente materna (o tagesmutter); dall’altro che favorisca lo sviluppo dell’economia locale con il consolidamento e/o la nascita di forme “alternative” di assistenza all’infanzia.

Cosa sono i nidi familiari?

Sono degli asili realizzati presso il domicilio delle assistenti materne.

La filosofia dei nostri nidi familiari si traducono in un programma educativo che si basa sui seguenti punti cardine.

· La casa come contesto educativo che veicola relazioni, significati ed affetti;

· Una figura di riferimento stabile per il bambino e per la sua famiglia, un affidamento nominale del bambino da parte dei genitori alla singola assistente materna con la possibilità di personalizzare il servizio educativo;

· L’inserimento del bambino in un piccolo gruppo di pari ( massimo 3 anni in contemporanea), che favorisce lo sviluppo di modalità relazionali adeguate ed il rispetto dei suoi tempi di crescita.

A chi è rivolto?

Il progetto di formazione e sperimentazione del nido familiare è rivolto a tutte le donne, prioritariamente mamme, che:

· Hanno o hanno avuto esperienza diretta con il mondo del bambino;

· Di età compresa tra i 21 e i 50 anni con una riserva del 30% per le donne con più di 40 anni;

· In stato di disoccupazione o inoccupazione;

· Residenti o domiciliate nel Lazio, in via prioritaria nella provincia di Latina;

· Con diploma di scuola media superiore e/o qualifica professionale nell’ambito della puericultura e dei servizi e cura dell’infanzia;

· Interessate a sperimentare nel proprio domicilio un servizio di nido familiare.

Inoltre, si rivolge a tutte le famiglie che hanno difficoltà nella gestione quotidiana dei propri bambini (dai 0 ai 3 anni) interessate ad usufruire, in forma gratuita, del servizio di nido familiare.

Recapiti telefonici e indirizzi e-mail:

Step Spa Consortile

Segretaria: Dott.ssa Angela Soccorsi 0773441204 - Dott.ssa Francesca Maroso 0773441233 - e-mail: maroso@stepspa.it

Coordinatore esecutivo

Astrolabio Società cooperativa sociale

Dott.ssa Pina Caruso – cell. 39397976525

e-mail: astrolabiopaghe@libero.it

Vicepresidente della Cooperativa

giovedì 3 luglio 2008

Anzio 1930 - 1950

martedì 1 luglio 2008

Amilcare Cipriani


Amilcare Cipriani nasce il 18 ottobre 1843 ad Anzio, da Felice Cipriani e Angela Petriconi, poi il padre proveniente da una famiglia originaria di Rimini è costretto a causa delle sue simpatie anti papali a rimpatriare quando lui era ancora in fasce. La vicenda personale e politica di uno degli internazionalisti più famosi del mondo s'intrecciera anche con la vita di Giuseppe Mazzini (nato il 22 giugno 1805 a Genova). Come scrisse Guido Nozzoli in una biografia giornalistica (1954), Cipriani fu battezzato dal padre «con una manciata di polvere da sparo». Partì volontario nel 1859 nascondendo la vera età, e combatté «come un demone» a San Martino (dove ci furono 27.000 fra morti e feriti). Seguì poi Garibaldi in Sicilia. Con l'esercito regio partecipò successivamente alle operazioni contro i briganti abruzzesi. Nuovamente fra le fila garibaldine nel 1862, riuscì a non farsi catturare dopo l'episodio d'Aspromonte, ed a fuggire in Grecia, sopravvivendo (soltanto lui ed il capitano della nave) ad un naufragio. «Sui Campi di Grecia la sua temerarietà non conosce limiti». Non potendo tornare in Italia per non finire in carcere, punta all'Egitto dove s’impiega al Banco Dervieux e lavora all'esplorazione delle fonti del Nilo. In vista della terza guerra d'indipendenza, costituisce la «legione egiziana» senza assumerne il comando, e parte per Brescia dove si arruola ancora con Garibaldi. Chiusa questa fase, corre in Candia a dar manforte contro i turchi. Nuovamente in Egitto, è coinvolto in una rissa: si difende uccidendo tre persone, un connazionale e due poliziotti. È il 12 settembre 1867. Da clandestino parte alla volta di Londra dove vive facendo il fotografo. Ritrae la regina Vittoria (da lui rimproverata perché non stava ferma durante la posa); ed in segno di amicizia Mazzini nella celebre immagine meditativa. «Proprio per aderire ad un disegno di Mazzini nel 1870 Amilcare lascia Londra», incaricato di «accendere dei focolai di guerriglia in Lucchesia». Torna a Londra dove gli perviene un messaggio dell'amico prof. Gustavo Flourens conosciuto in Candia: deve raggiungerlo a Parigi. La Francia il 2 settembre 1870 è battuta a Sedan dalla Prussia. Il giorno dopo il regime imperiale di Parigi è rovesciato. Nasce la terza Repubblica. Il 18 marzo con un'insurrezione popolare si forma la Comune di Parigi, soffocata nel sangue il 21 maggio. Anche qui Cipriani è sempre in prima fila. Catturato, condannato a morte, commutata la pena per grazia governativa non richiesta, Cipriani è infine deportato in Nuova Caledonia. Nel 1881 ritorna in Italia. Arriva in treno a Rimini dove spera di incontrare il padre Felice, gravemente ammalato. Sua madre è morta di crepacuore nei giorni della Comune. Come racconta Vittorio Emiliani (in «Libertari di Romagna», 1995, p. 37), Cipriani «non fa nemmeno a tempo a scendere dal predellino della vettura ferroviaria che lo arrestano», e lo conducono alla Rocca malatestiana dove il giorno dopo la sorella Amalia gli manda un materasso, delle coperte ed alcuni indumenti. Dagli amici, annota lo stesso Cipriani, arrivano le vivande: «Veramente squisite. Sono i soli giorni buoni che ho avuto nella mia prigionia». Al concittadino Caio Renzetti, Cipriani confiderà: «Se Mazzini avesse vissuto, son certo, non mi avrebbe lasciato condannare a 20 anni senza alzar la voce in nome della giustizia italiana sì infamemente calpestata e disonorata». Sul periodo londinese e circa i rapporti con Mazzini, Emiliani (p. 31) narra che quando Cipriani va a bussare alla porta di Mazzini «questi gli batte la mano ossuta sulla spalla dicendogli semplicemente: So tutto». Il periodo londinese, aggiunge Emiliani, è forse quello più tranquillo della sua vita. «Si occupa come fotografo apprendista nello studio creato da Leonida e da Vincenzo Caldesi» anche per aiutare i compatrioti esuli. «Intelligente, laborioso, estroso, Cipriani diventa ben presto un ottimo fotografo». Ma il periodo londinese è anche quello che matura in Cipriani il credo rivoluzionario per realizzare la giustizia di cui sente parlare da Marx ed Engels che conosce personalmente. Aumenta così la sua distanza politica rispetto a Mazzini. «Uomo di poche idee, semplici ma ferme»: così Emiliani definisce Amilcare Cipriani. Invece Indro Montanelli, chiamandolo «pittoresco e pasticcione», ne fa un ritratto impietoso: «Il suo passato, la sua barba da profeta, il suo cappello a larghe falde, la sua scombiccherata, ma gladiatoria eloquenza, facevano di lui un mattatore irresistibile. Predicava che non c’era bisogno d'idee, perché in realtà lui non ne aveva nessuna» («Storia d'Italia, VI», 2003, pp. 189-190). La scena della foto scattata alla regina Vittoria, è al centro di un racconto che lo stesso Cipriani fece al giornalista Luigi Campolonghi, altro suo biografo (1912) citato da Emiliani (p. 32): «Chiacchierava con le persone del seguito, scherzava, s’agitava, ed io consumavo inutilmente tutte le lastre con tanto amore e con tanta fatica preparate». Tenuto a bada dai titolari dello studio, Cipriani «per un bel pezzo» tace, poi «impazientito» sbotta: «Madame, si vous ne restez pas tranquille, je ne ferai pas votre portrait!». Quel ritratto, aggiunge Emiliani, eseguito dall'uomo «più rosso d'Italia», deve certamente trovarsi nelle collezioni regali a Buckingham Palace (p. 32). «Non abbiamo invece una sola immagine della donna che Cipriani amò in quegli anni londinesi, la francese Adolphina Rouet, la quale gli diede una bambina». Nel 1993 la città di Anzio ha collocato «una sobria lapide» sul muro di cinta di Villa Albani dove era nato centocinquanta anni prima. Lo ricorda nel suo libro (p. 49) Vittorio Emiliani che fu presente alla cerimonia non soltanto come storico, ma soprattutto quale romagnolo. Storia della Repubblica Romana del Quarantanove, Guglielmo Natalini, Magnanti editore, Anzio, 2000 - prefazione di Vittorio Emiliani.

Il Litorale parla del nostro sito


Anche il famoso quindicinale "Il Litorale Anzio Nettuno" n. 13 del 2008, dedica uno spazio al nostro sito a firma di Carmina Serao. Un grazie dalle redazione!