venerdì 30 aprile 2010

ANZIO: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO RIVALUTAZIONE PINETA MAZZA.



Con un'Assemblea Pubblica tenutasi, presso l’Oratorio della Chiesa di San Benedetto ad Anzio 2, è stato presentato il progetto della nuova Pineta Mazza dopo i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza del luogo. I lucidi dei progetti, proiettati su un grande schermo ed ampiamente illustrati, da Gianluca Mazzi, Presidente del Comitato di Quartiere e dall’Architetto Bruno Pepe, tecnico responsabile della Progettazione. Erano anche presenti il sindaco Luciano Bruschini che ha elogiato la cittadinanza per la nutrita presenza all'assemblea, e l'Assessore al Bilancio, Giuseppe Mercuri. La Pineta Mazza, una volta terminati i lavori, avrà un’area dedicata a manifestazioni e riunioni pubbliche, concerti, un’area attrezzata con i giochi per i bambini, un’area delimitata dedicata ai possessori di cani, dove potranno portare i loro amici a scorazzare in tranquillità, hanno pensato anche ad un’area ristoro, e ad una per i servizi igienici. I fondi ci sono, e sono stati stanziati, ora si devono solo iniziare i lavori ma cosa più importante portarli a termine una volta iniziati nel più breve tempo possibile. Le buone intenzioni ci sono, il progetto anche è buono ora dobbiamo solo attendere gli sviluppi ed il termine di questo grandioso progetto di riqualificazione, che si aggiunge agli altri in essere per rivalutare la nostra bella cittadina, che potrebbe essere, una perla preziosa sul Tirreno.

Anzio: Conferenza della FED.AR.COM.


Nello splendido scenario della sala Consiliare di Villa Corsini-Sarsina, giovedì 22 aprile, si sono riuniti i commercianti, gli esercenti d’esercizi pubblici, gli artigiani titolari di piccole e medie imprese presenti sul territorio, per partecipare alla presentazione di una nuova realtà che sarà presente sul territorio di Anzio la FED.AR.COM. Nata da un’idea della Consigliera Comunale Roberta Cafà, con il coordinamento della Regione Lazio, sarà una federazione autonoma tra tutti gli operatori turistici, commerciali, artigiani, commercianti; la nuova associazione sarà in grado di offrire moltissimi servizi alla cittadinanza, ma anche e soprattutto agli imprenditori. Sarebbe troppo lungo elencare i servizi e l’opportunità messe a disposizione di tutti quelli che volessero avvalersene, il tutto gestito da personale esperto nella materia specifica di riferimento. Erano presenti il Senatore Candido De Angelis, che ha sempre a cuore la sua città natale, il sindaco Luciano Bruschini, il consiglio Comunale di Anzio al completo: Assessori e Consiglieri compresi, c’era il Preside Francesco Amato dell’Istituto Colonna-Gatti di Anzio. C’erano quattro splendide ragazze in costume da popolana anziate del 1700, costumi ideati e realizzati dalla Professoressa Marina Criserà, che con il suo estro ha creato questi abiti, nell’articolo sull’inaugurazione di Villa Sarsina, erano stati erroneamente imputati alle allieve dell’Istituto d’arte, ma i costumi da popolana anziate sono frutto della creatività della Professoressa Criserà. Il servizio d’ordine impeccabile, al termine è stato offerto un rinfresco, superbamente allestito nella sala al piano terra di Villa Sarsina, fornito dalla Pizzeria “Antico Grottino” di Anzio. La Consigliera Roberta Cafà, ha dichiarato di essere felicissima di questa realizzazione, e sfinita dall’estenuante lavoro degli ultimi mesi, ha salutato tutti gli intervenuti, prima di dileguarsi diretta verso una rilassante settimana di vacanza.

Anzio: Fabiani campione interregionale di pugilato.


Nella mattinata del 28 aprile il Sindaco di Anzio ha ricevuto il quindicenne Aldo Fabiani che a Riccione ha conquistato il titolo di campione interregionale di boxe nella categoria medio massimi. I lgiovane atleta anziate, accompagnato dal suo allenatore Pietro Rinaldi in rappresentanza della ASD Boxe Anzio, è stato premiato dal Sindaco con una targa ricordo per l’importante risultato ottenuto. “Complimenti ad Aldo Fabiani ed alla società sportiva – ha detto il sindaco Bruschini – per il titolo conquistato. Auguro ad Aldo una luminosa carriera e di proseguire negli allenamenti con la stessa passione che gli ha consentito di emergere nei campionati di Riccione”.

mercoledì 28 aprile 2010

Anzio e Nettuno unite per una fede comune.


Ad Anzio, in occasione del 460° anniversario dell’approdo della Madonna delle Grazie sul litorale, presso il Museo Civico Archeologico di Villa Adele, è stata organizzata una mostra di costumi rinascimentali per dare un’idea del vestiario dell’epoca. La mostra, che sarà inaugurata venerdì 30 aprile alle ore 18.00 (visitabile tutti i giorni fino al 9 maggio), non vuole essere un saggio sul costume, ma una piccola rappresentazione della “superba eleganza del costume italiano del Cinquecento”. “Abbiamo voluto omaggiare una sartoria teatrale – dice la curatrice della mostra, Marina Sciarelli - che da quarant’ anni lavora per opere liriche, teatro e rievocazioni storiche, dando risalto al grande artigianato italiano. Sono vesti realizzate grazie ad un attento lavoro di collaborazione tra costumisti e sartoria”. Importantissimo, per la ricostruzione di un abito d’epoca, è lo studio che dei dipinti, degli arazzi, degli epistolari, dei manoscritti, dei documenti notarili e degli abiti veri dell’epoca, purtroppo rari, che sono disponibili. Preziosi sono anche “i conti d’abbigliamento”: spesso mercanti e cittadini annotavano accuratamente, sotto la voce “spese di casa”, ciò che spendevano per i loro vestiti e per quelli della loro famiglia. Cosa ancora più specifica per lo studio del costume sono i regali fatti alla servitù, ai contadini, agli scudieri con la nota dell’abito. Nei conti compaiono le quantità di stoffa comprata, la natura del panno (velluto, fustagno…), il colore (vermiglio, sanguigno, paonazzo…), l’origine del panno (Londra, Lucca…), il venditore, il peso, la fodera (sindone, agnello, coniglio…), il prezzo (a palmo, a braccia). La mostra “Costumi Rinascimentali” vuole accompagnare il visitatore a scoprire gli strumenti che i costumisti più frequentemente usano per la realizzazione di un costume d’epoca. Mettendo in esposizione anche i libri, si è voluto svelare dove si trovano quei dettagli che emergono dalle opere pittoriche senza però voler trascurare lo studio dei fatti storici e dei rapporti sociali. Il costume è la funzione dell’abito all’interno di una precisa cultura …una sua rappresentazione. Come accade spesso, in tempi di decadenza politica ed economica quando la ricchezza va accentrandosi in poche mani, il lusso emerge proprio per quel che riguarda il vestiario. Così il costume rispecchia nettamente il periodo rappresentato con la manifestazione: “il 1550”. Le fogge del vestiario si irrigidiscono, soprattutto quelle femminili, in una artificiosità che risente dell’influsso del gusto spagnolo e del suo rigore morale. “… L’attaccatura bassa delle maniche mette armoniosamente in evidenza la linea delle spalle, in tutta la sua ampiezza, la scollatura quadra sottolinea la larghezza del busto, la vita segnata per le donne, i calzoni al ginocchio per gli uomini, sono elementi che tagliano la figura invece di esaltarne lo slancio come le mode gotiche. Lo stile dell’abbigliamento è ispirato non più all’acerba grazia dell’adolescenza, come nel Quattrocento, ma alla vitalità della giovinezza, al suo fiorente rigoglio. Scompare dunque nell’uomo la figura dell’efebo quattrocentesco e si afferma il carattere mascolino con vesti comode ed ampie, con la braghetta che assume il carattere di un’audace e impudente figurazione fallica…caratteristica della seconda metà del cinquecento è la gorgiera, che dà quella allucinante visione della testa staccata dal resto della persona. La veste della donna tesa su una carcassa di vimini o di metallo non asseconda più la dolce mollezza delle curve femminili, ma si irrigidisce seguendo un astratto schema geometrico che si allarga a forma di imbuto in alto verso le spalle, in basso fino al suolo, nascondendo i piedi… La superbia attira l’arte dell’abbigliamento nella sfera delle passioni e della sensualità, dove quelle qualità che formano l’essenza dell’arte, cioè la misura e l’armonia, finiscono per scomparire”. Allestimento e cura della Mostra della costumista Marina Sciarelli. In occasione del 460° Anniversario dell’approdo di Maria Santissima delle Grazie, le Città di Anzio e Nettuno, attraverso il mare che le unisce, porteranno in processione la Madonna delle Grazie: un importante evento di fede e devozione, una dichiarazione di unità e di amore da condividere tra le due cittadinanze. Dal 30 aprile al 7 maggio, per la prima volta, le due Città del litorale a sud della Capitale si uniranno per celebrare l’approdo della Madonna delle Grazie tornando indietro al lontano 1550 quando, dopo lo scisma della chiesa anglicana, alcuni marinai imbarcarono, a bordo di una nave diretta a Napoli, la statua in legno della Madonna. Il viaggio, a causa di una forte tempesta, li costrinse a sbarcare sulla costa di Anzio e Nettuno. Successivamente, terminata la tempesta, la nave per ben tre volte non riuscì a ripartire a causa del maltempo che imperversava ad ogni tentativo di riprendere la rotta verso Napoli. A questo punto i marinai interpretarono gli eventi come un segnale divino e decisero di lasciare a Nettuno l’antica statua. La rievocazione storica dell’approdo della statua sul litorale, patrocinata e finanziata dai Comuni di Anzio e Nettuno, vivrà il momento clou venerdì 7 maggio, dalle ore 18.00 alle ore 22.00, quanto la Madonna si imbarcherà da Anzio diretta a Nettuno. Nelle due Città sono previste iniziative, mostre di costumi rinascimentali, cortei storici ed atti di fede e devozione curati nei minimi particolari dagli organizzatori della manifestazione. “Un grande evento di fede – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Anzio, Umberto Succi – che, per la prima volta, attraverso una positiva sinergia con il Comune di Nettuno coinvolgerà migliaia di cittadini desiderosi di esserci per partecipare a questa significativa rievocazione storica”.

martedì 27 aprile 2010

Anzio: Mostra di gioielleria contemporanea a cura di Claudio Franchi.

Già dal titolo, questa mostra si presenta come una sfida, sia da un punto di vista culturale, per l’antinomia archeologico/ contemporaneo; sia da un punto di vista territoriale, per l’imponente memoria storica dello spazio espositivo e del territorio che lo ospita. La cultura romana, radicata in una tradizione illustre, si rinnova nella trasmissione di segni archetipi ed immagini in continua evoluzione; il gioiello è una forma d’espressione artistica che, nell’ambito della ricerca sperimentale, si relaziona strettamente con i linguaggi dell’arte contemporanea. Se la storia degli oggetti è la storia delle civiltà, la finalità di questa esposizione è la costruzione di un dialogo tra l’arte antica e gli esiti attuali della ricerca del gioiello che evidenzi il continuum tra l’antico ed il contemporaneo. Un selezionato gruppo d’autori rielabora e traduce in materia le forme trasmesseci attraverso il tempo. Esse prendono corpo in gioielli che non si presentano soltanto nella consueta veste d’ornamenti, ma aspirano a proporsi come contenitore di una memoria desunta da un passato nobile, rivisitato, interpretato, tradotto in nuove progettualità. Questa iniziativa trae ispirazione dal Museo Civico Archeologico di Anzio, il quale ospita un’affascinante raccolta di reperti attraverso cui si dipana la storia dell’antica Antium. In questa occasione, i reperti archeologici conservati nel Museo si trasformano in presenze attive, parti di un racconto trasferito nelle forme del contemporaneo, in un percorso fluido ed interdisciplinare che svela i linguaggi complessi della tecnica e di un’estetica senza tempo. L’evento chiuderà domenica 6 giugno alle ore 18.00 con un workshop-dibattito sul tema: “Innovare conservando attraverso i metalinguaggi del contemporaneo”, discussione sul progetto della mostra e sulle potenzialità di sviluppo del dialogo tra spazio museale e linguaggi contemporanei della forma espressiva del gioiello. Inaugurazione domenica 30 maggio 2010 ore 18.00. Orari: dal martedì alla domenica, 10.30-12.30; 16.00-18.00, CHIUSO IL LUNEDI’ Info: 0698499484 – 3334699793.

25 aprile 2010: Festa della Liberazione.






La città di Anzio ha festeggiato il 25 aprile con due cerimonie. Nella tarda mattinata in Piazza Garibaldi la deposizione di una corona commemorativa al monumento ai caduti da parte dell’amministrazione comunale. Presenti alla solenne cerimonia, oltre i sindaci delle Città di Anzio e di Nettuno, il senatore Candido De Angelis, il Gen. B. Umberto Castelli, in rappresentanza del Co.T.I.E., autorità civiche e militari, associazioni combattentistiche d’arma e la banda musicale “Città di Anzio” a fare da colonna sonora all’evento. Un picchetto in armi ha reso gli onori ai caduti di tutte le guerre. La festa è continuata nel pomeriggio, nel quartiere Anzio 2, con l’arrivo della Fanfara dei Bersaglieri in congedo, della sezione di Aprilia. Dopo un pranzo luculliano, a base di ottimo pesce, offerto dal Ristorante “Boccuccia” all’importante fanfara, è stata consegnata una targa di ringraziamento a Mauro Boccuccia, per la disponibilità e l’appoggio incondizionato alla manifestazione. La fanfara, giunta in Corso Italia, ricevuta da Filippo Tettoia, presidente dell’U.N.S.I. (Unione Nazionale Sottufficiali Italiani) sezione di Anzio-Nettuno, si è esibita in un concerto coreografico proponendo melodie militari e popolari, ricevendo autentiche ovazioni di gradimento dal numeroso pubblico intervenuto. A seguire il concerto della rock band di Nettuno dei “Linea 4” (Micaela Combi alla chitarra solista, Giuseppina Morrone al basso, Leonardo di Fortunato alle percussioni e Fabrizio di Fortunato chitarra elettrica) che hanno presentato i seguenti brani: Basket case (Billie Joe Armstrong), Albachiara (Vasco Rossi), Sweet home Alabama (Lynyrd Skynyrd), Io sono qui (Micaela Combi), Burnin’ up (Jonas Brothers), Eppur mi son scordato di te (Mogol-Battisti), I don’t wanna miss a thing (Diane Warren), Senza Te (Micaela Combi), Somewhere over the rainbow (Arlen-Harburg) e Hey Jude (James Paul McCartney), tra l’entusiasmo dei più giovani. Nel frattempo il presidente Tettoia ha consegnato targhe di ringraziamento al capo fanfara Eugenio Centofanti, al Sindaco di Anzio rappresentato dall’Assessore Italo Colarieti, al Sindaco di Nettuno rappresentato dall’assessore Giampiero Pedace, al presidente del comitato di quartiere Anzio 2. La Fanfara dei Bersaglieri in congedo di Aprilia è stata creata dal Presidente Adelchi Cottegli e dal Capo Fanfara, il Bersagliere Eugenio Centofanti, il 12 ottobre 1985. Un doveroso ringraziamento a quanti hanno partecipato all’ottima riuscita dell’evento festivo, in modo particolare agli sponsor: Ristorante Boccuccia e Domus Aurea Immobiliare; al Comune di Anzio che ha patrocinato la Festa di Liberazione, ai Carabinieri ed alla Polizia Municipale di Anzio per l’ordine pubblico, “Panino esplosivo” di Roberta de Cupis, GDO Musica di Anzio, Radio Enea 96.2. Grande soddisfazione dell’U.N.S.I. per aver ricordato un momento di riscatto morale di un’importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio fascista, come la liberazione dell’Italia, grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze: I partigiani, che combatterono al fianco di molti soldati provenienti da paesi lontani e diversi ma tutti accolti come alleati. Per informazioni sulle prossime iniziative, in collaborazione con il comitato di quartiere “Anzio 2”: 3312474258 – filippo.tettoia@libero.it.

lunedì 26 aprile 2010

Anzio: celebrazioni del 25 aprile.





IL SALUTO DEL SINDACO:

Saluto le autorità politiche, civili, religiose e militari, le Associazioni combattentistiche e d’arma, la Banda della Città di Anzio, e tutti i cittadini che sono intervenuti a questa importante iniziativa che celebra il 65° Anniversario della Liberazione d’Italia. Un saluto particolare lo rivolgo al Senatore, Candido De Angelis, al Sindaco di Nettuno, Alessio Chiavetta, al Generale di Brigata, Umberto Maria Castelli ed a tutti gli Amministratori Comunali intervenuti a queste celebrazioni. Il 25 aprile è una commemorazione importante, in quanto costituisce una tappa fondamentale per la storia del nostro Paese; ma è anche una Festa, una Festa che ci unisce all’insegna della Libertà, del Tricolore e della Democrazia riconquistata. La Festa della Liberazione, inoltre, celebra l’importante contributo dato dalla Resistenza per un Italia libera ma, prima ancora, celebra i tanti soldati italiani che dopo l’8 settembre, in una situazione complicata, hanno scelto, senza tentennamenti, di schierarsi a difesa della patria e della libertà. Cito un esempio per tutti: i soldati della divisione Acqui morti a Cefalonia. Allo stesso tempo è importante ricordare sempre l’apporto determinante delle truppe anglo americane, fondamentali per la Liberazione dell’Italia, che si immolarono a difesa degli ideali della democrazia. Oggi dobbiamo domandarci se quell’unità che tanti italiani sognavano allora, se pur da diverse angolature, sia compiuta interamente… La Festa della Liberazione ci unisce nei valori positivi della libertà di parola e di associazione, del libero confronto democratico, del suffragio universale come strumento principe del popolo che elegge i propri rappresentanti: su questi valori si fonda l’Italia moderna. Da tutto questo nasce, dopo gli anni della ricostruzione, il grande sviluppo dell’Italia unita. La Festa della Liberazione celebra l’uscita dell’Italia da una guerra che avrebbe potuto segnare la fine del nostro Paese e che, invece, ha segnato la rinascita dell’Italia. Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, nella quale si ricordano gli uomini e le donne di tutte le età morti per garantire i diritti civili e la democrazia, dei quali tutti noi oggi godiamo. E’ da condividere l’affermazione del Presidente della Repubblica: “nella Costituzione possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni dal 43 al 45, quanti ne hanno una diversa memoria ed esperienza personale o quanti ne hanno giudizi acquisiti. Il messaggio per gli italiani, l’eredità spirituale e morale della Resistenza, la lotta per la Liberazione d’Italia, vivono nella Costituzione: Carta fondante della Repubblica, pietra miliare del nostro agire comune e della nostra rinnovata identità nazionale”. Viva Anzio, Viva l’Italia, Viva La Liberazione.