E’ prevista per sabato 5 marzo alle ore 17.00, presso l’Aula Magna del Chris Cappell College di Anzio, la presentazione del libro scritto da Luciano Regolo, edito da Mondatori, “Natuzza Evolo, il miracolo di una vita” giunto, in poco tempo, alla quattordicesima edizione. La presentazione dell’importante pubblicazione, dedicata alla più “grande mistica cattolica” dei nostri tempi, sarà di carattere culturale, sociologico e spirituale. All’incontro, moderato dalla giornalista Rai Cecilia Primeraro (Porta a Porta), interverranno autorità religiose, politiche, civili e numerosi rappresentanti del mondo della cultura. Dopo il saluto del Sindaco di Anzio, l’evento sarà illustrato da Adriana Notari, presidente della Fondazione Christian Cappelluti Onlus; seguiranno gli interventi di S.E. Mons. Giovanni D’Ercole - Vescovo Ausiliare de L’Aquila, di Padre Michele Cordiano - Padre spirituale di Natuzza, del Senatore Candido De Angelis, del prof. Fabio Valentini - Cardiologo all’IDI e dell’autore del libro, dott. Luciano Regolo. Durante la presentazione saranno proiettate immagini inedite e brevi filmati sulla vita di Natuzza Evolo nota per i suoi carismi e per i suoi benefici in favore della collettività. “Natuzza Evolo, nata a Paravati (V.V.) nel 1924 e morta il 1° novembre 2009, era nota da oltre 60 anni per i suoi carismi (le stigmate, la bilocazione, l’emografia, la preveggenza, le guarigioni inspiegabili) e attorno alla sua figura era nato un importante centro di pellegrinaggio. Per decine di anni infatti ha ricevuto migliaia di persone da tutto il mondo, venute per incontrarla. In molti testimoniano di avere ricevuto grazie e benefici, se non veri e propri miracoli”. Note sull’autore: Luciano Regolo, nato a Catanzaro nel 1966, si è laureato in Scienze Politiche alla Luiss di Roma e specializzato in Giornalismo e Comunicazione di massa presso lo stesso ateneo. Giornalista professionista ha lavorato per diverse testate tra cui “La Repubblica”, “Oggi” e “Chi”. Esperto di famiglie reali, è autore di altri quattro volumi: La Regina incompresa (tre edizioni, tradotte in francese dalle Editions Racine), Il re signore, La reginella santa e Jelena, le biografie di Maria José, Umberto II, Maria Cristina ed Elena di Savoia, edite da Simonelli.
mercoledì 23 febbraio 2011
domenica 20 febbraio 2011
Anzio: Filippo La Mantia ed i ristoratori di Anzio e Nettuno per Unicef.
La cornice era la splendida sala Primavera del Paradiso sul mare, protagonisti in cucina i ristoratori di Anzio e Nettuno: Alceste al Buon gusto, Il Grecale, Pierino, Porto d’Anzio e Romolo al porto, di Anzio ed i Cacciatori di Nettuno e lo chef Filippo La Mantia. La sala era affidata ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Anzio coordinati dai prof. Ambrosino e Stigliano. Per il secondo anno consecutivo il Rotary club Golfo d’Anzio Anzio – Nettuno, quest’anno in collaborazione con il Rotary Club Roma Sud, ha coniugato il buon cibo ad un’importante iniziativa di solidarietà interanzionale. Lo scorso anno il ricavato della serata gastronomica è stato devoluto ad Amref ed impiegato per la costruzione di un pozzo in Tanzania. Quest’anno l’iniziativa sosterrà il progetto “Stop malaria Guinea” in partenership con Unicef Italia. Il progetto prevede l’acquisto e la distribuzione di zanzariere trattate con un particolare insetticida per proteggere i bambini, nelle ore notturne, dalle punture delle zanzare portatrici di malaria. Il menù ha voluto dare particolare risalto al pesce povero, cardine della cucina del nostro litorale. Sulla tavola, elegantemente imbandita con sontuosi centrotavola ispirati al mare forniti da uno dei degli sponsor, sono stati serviti: Tiepida di mare con variegato di verdure croccanti e la famosa caponata di Filippo La Mantia ; Minestra dei pescatori anziati, con brodo di pesce dimenticato e pasta spezzata; Vialone nano con zafferano, frutti di mare e consistenza di carciofo; Ravioli ripieni con pesce di scoglio e pecorino romano e Zuppetta spinata di “mazzama”. Al termine della serata, il presidente del Rotary Club golfo d’Anzio Anzio - Nettuno Avv. Berardi, e il presidente del Rotary Club Roma Sud Avv. Mannucci, hanno consegnato una targa di riconoscimento ai ristoratori e al Preside dell’Istituto Alberghiero prof. Bevilacqua. Un saluto è stato rivolto ai presenti dall’Ass. al turismo del comune di Anzio, Succi. La cena, gradevole ed elegante, è terminata con una golosissima variazione di dessert: Dolcezza e generosità vanno a braccetto. Il lavoro dei ragazzi dell’Alberghiero è stato particolarmente apprezzato da Filippo La Mantia che ha invitato la scuola a visitare il suo locale a Roma.
La reale realtà (punto di vista di una cittadina di Anzio).
“Ci svegliamo ogni mattina, già con il presupposto che anche oggi, dobbiamo affrontare mille problemi, impegni, preoccupazioni, responsabilità, paure che influiscono sui nostri stati d’animo, sull'umore e sulla capacità di affrontare tutto ciò. Il più delle volte noi riusciamo a trasformare tante cose futili in problemi disastrosi per la nostra tranquillità psicologica, anche il semplice "traffico" diventa uno stress "inutile", che influenza, spesso in modo negativo, l'affrontare la nostra quotidianità; nel frattempo però, tutto viaggia alla velocità della luce, tutto cambia, anche noi stessi e tutto ciò accade per la perdita di tanti valori, stiamo vivendo in una società, che noi abbiamo creato, quella del consumismo assurdo, trasformandoci in esseri individualisti. L’evoluzione tecnologia ci ha facilitato tantissimo la vita, ma ci rifiutiamo il più delle volte ad accettarla, complicandoci sempre di più la vita e la nostra tranquillità psicologica, come per tutte le cose nuove che non conosciamo spesso, ci rifiutiamo a priori di provare a conoscerle più delle volte le rinneghiamo, perché tutto è troppo frenetico tutto è pubblicità e consumismo, e non c’è una vera e reale informazione, ogni cosa nuova ha bisogno di tempo e soprattutto d’insegnamento nell’utilizzo, e questo la nostra società, indipendentemente che è lo Stato, il Governo, le industrie o anche l’individuo a se, non ha una giusta organizzazione informativa su tutto quello che potrebbe rendere la nostra vita più semplice e tranquilla. Perché tutto questo diventi più facile c’è bisogno d’ogni individuo cominciando con il guardarsi intorno, fermarsi per un attimo dalla propria “ individualità” perché questo non è il mondo reale e solo una proiezione di noi che ci costruiamo un muro intorno al solo scopo più delle volte del benessere materiale, ma tutta questa lotta ci ha trasformato in esseri troppo egoisti, rifiutando di guardare oltre a noi stessi, ci siamo dimenticati della nostra mamma che ci ha cresciuto con il valore del rispetto e della famiglia, ci dimentichiamo di nostro padre che ha lavorato una vita affinché noi stessimo bene “sistemati”, ci dimentichiamo di loro perché siamo troppo impegnati a raggiungere obiettivi “consumistici”, e loro diventano un ostacolo nella nostra frenesia, abbandonandoli nella loro solitudine che più delle volte porta ad incapacità di reazione, di prendersi cura di se stessi, e per non essere di disturbo per “i nostri problemi” si lasciano andare peggiorando non solo psicologicamente, ma anche fisicamente. Purtroppo con l’evoluzione della specie umana sono aumentati anche le malattie, con una percentuale altissima di persone diversamente abili, che vivono in solitudine, condizioni di disagio, dipendenze ed assurde per una società considerata moderna, ma non adatta alle loro condizioni. Come nella “società del consumismo” anche nella vita vera “reale” che ci circonda ad ogni passo non c’é una vera informazione, che va a “bussare” alle porte facilitando la vita di chi non “ha comprato” il proprio disaggio fisico o psicologico. Più delle volte i familiari delle persone disagiate lo diventano anche loro, dobbiamo dire STOP, la società siamo tutti noi, siamo esseri umani ed abbiamo il dovere verso la nostra specie di aiutarci a vicenda, e non solo pretendendo che lo Stato faccia tutto ma che anche noi nel nostro piccolo facciamo qualcosa, anche la semplice trasmissione d’informazioni che abbiamo possono aiutare tantissimo, cominciando da noi ma anche con i nostri figli educandoli in famiglia ma soprattutto attraverso le scuole organizzando oltre alle gite d’approfondimento storico e culturale anche giornate in compagnia di chi ha bisogno di un bicchiere d’acqua, di sentire una risatina spiritosa di un bambino, di una passeggiata tutti insieme, cercando di integrarci nella stessa realtà perché tutti abbiamo qualcosa da imparare uno dall'altro. La caduta del Muro di Berlino e la liberazione dai regimi dittatoriali nell’Europa dell'est, è stato un bene non solo per i rispettivi popoli ma anche per L’Italia, portando lì dove c’era bisogno la figura della “Badante” oltre all’assistente familiare qualificata, che purtroppo ha troppo poco tempo per occuparsi di tutti bisogni e le necessità, per non parlare dei diritti delle persone bisognose, ci sono leggi e agevolazioni che le persone non conoscono, come: la legge n. 382/70 (cieco civile); la legge n. 381/70 (sordomuto); la legge n. 118/71 e la legge n. 18/80 (invalidità civile); la legge n. 68/99 (diritto al collocamento per persone con handicap); la legge n. 104/92 (per le persone con un handicap); articolo n°14 del TU (grandi invalidi di guerra), quindi oltre a queste figure c’è bisogno di una giusta integrazione da parte delle “badanti” assistenti familiari, ma con la giusta preparazione fornita da corsi specializzati, assumendo atteggiamenti coerenti con i principi d’etica professionale, curare l’igiene personale e dell’ambiente, offrire un’adeguata assistenza con modalità corrette di spostamento , nel rispetto dei bisogni e delle condizioni psico-fisiche, assistere la persona nella preparazione e nell’assunzione dei cibi, orientarsi nell’ambiente sociale e istituzionale , favorendo alla socializzazione della persona , osservando e segnalando ai servizi di base, operatori e familiari qualsiasi anormalità che si può verificare nelle condizioni della persona.
PREMESSA
Prima di cominciare questo cammino insieme alle persone del mondo “reale” è importante avere stima di se stessi, questo ci consentirà di ascoltare attivamente l’altro, affermare le proprie convinzioni, saper rifiutare, affrontare le critiche, assumersi sempre e, in ogni caso, le responsabilità, prendere decisioni, sempre nel rispetto proprio e del prossimo, tutti hanno problemi in un modo o in un altro e nessuno è da sottovalutare, ma se riusciremo a catalogarli rendendoci conto dei reali problemi della vita potremo dare davvero tanto a chi per un motivo o un altro e stato meno fortunato, affrontando insieme la vita rendendola più serena, più tranquilla e semplice possibile, perché anche la più piccola emozione e VITA e vale la penna viverla!
Janina Eana
giovedì 17 febbraio 2011
Anzio: La band al femminile delle "Shiny Shadows".
A fine 2004 Silvia e Maria, classe ’92, s’incontrano a scuola, al primo anno di liceo classico ad Anzio, iniziando da subito a condividere la loro grandissima passione per la musica. Nel corso degli anni si dilettano a scrivere testi di canzoni durante le lezioni scolastiche ed a vedersi per cantare insieme, realizzando così a duetti veramente originali: la loro volontà è sempre stata quella di creare musica, ma a causa della tenerissima età, e degli impegni scolastici incongruenti con il loro desiderio, il progetto non andò mai in porto, pertanto Silvia dovette anche smettere momentaneamente di prendere lezioni di chitarra. Nel frattempo Gigliola, sorella minore di Maria percorreva in maniera sorprendentemente veloce la sua carriera di pianista, iscrivendosi al conservatorio di Latina. Dopo anni insieme, nel luglio 2010, Silvia e Maria decidono finalmente di fondare un gruppo musicale e creare alle proprie canzoni, rimaste per troppo tempo inanimate tra libri e quaderni di Greco, con il nome “The Shiny Shadows”, un ossimoro che rispecchia pienamente le loro personalità e l’ambivalenza stessa dell’animo umano. Le loro canzoni inizialmente nascono in versione acustica in quanto Silvia suona la chitarra da oramai quattro anni e avendo anche una notevole passione per il canto si occupa di contro-voce, mentre Maria grazie ai suoi anni di studio alle spalle diventa la voce solista. A Settembre 2010, Gigliola, ormai frequentante il 6° anno di conservatorio, invogliata dall’aver ascoltato le canzoni delle due giovani ragazze, decide di unirsi al gruppo suonando la tastiera nelle Shiny Shadows, portando così una notevole influenza classica grazie alla creazione di virtuosismi con tastiere nei pezzi del gruppo stesso. Le tre ragazze iniziano ad esibirsi dal vivo con i propri inediti, ma subito si accorgono che senza il supporto delle percussioni la carica che avrebbero voluto per ogni pezzo non è la stessa. Così a fine ottobre 2010 si aggiunge al gruppo la quarta donna: Elena, batterista per passione da un anno circa, subito incuriosita dall’idea di un gruppo “solo donne”, idea che effettivamente nel panorama della musica italiana manca. Le quattro ragazze definiscono la propria musica “pop-rock”, in quanto genere non troppo aggressivo, ma con la carica giusta in ogni pezzo dove risalta, chiara e forte, la loro passione incondizionata per ciò che fanno. Le influenze subite riguardano tutto il panorama musicale italiano e non, senza alcuna distinzione le loro orecchie sono abituate a passare da un genere all’altro, probabilmente anche grazie alla buona educazione musicale avuta in famiglia: dai Foo Fighters ai Guns‘n Roses passando per gli Evanescence, da Battisti ad Elisa, da Stevie Wonder ad Eric Clapton fino ad arrivare alle giovani band del momento come i Finley o i Vanilla Sky. Dopo aver raggiunto la formazione completa, ed essersi trovate, inizia per le Shiny Shadows, band al femminile di Anzio e Nettuno, un lungo viaggio all’insegna della passione che le lega indissolubilmente: La Musica. Giovedì 3 e domenica 6 febbraio il gruppo è stato intervistato, a Radio Enea 96.2, nel programma “L’Acchiappaospiti” da Giovanni e Denise. THE SHINY SHADOWS sono: Maria Di Grazia (Voce), Silvia Segatori (Chitarra e voce), Gigliola Di Grazia (Tastiera), Elena Ferri (Batteria). Info: gdomusica@thecentre.it
Vanessa Laino, la resident dj di Anzio.
Vanessa Laino, nasce il 9 aprile 1991, a Roma, ma vive ad Anzio, sin da giovanissima, colleziona presenze in importanti locali della capitale, come l’Art Cafè, il Circolo degli Artisti e l’Alpheus, collaborando anche con personaggi televisivi quali Floriana Secondi ed i ragazzi di “Amici”, ma è l’incontro con alcuni personaggi, che hanno fatto la storia della musica elettronica, che stimolano in lei la voglia di cambiare. L’incontro con Francesco Zappalà prima e Dj Say, che diventerà il suo mentore, scopre un modo nuovo di suonare live grazie ad Ableton, ed al suo controller, con i quali la qualità del suono e della selezione diventa eccellente. In questo periodo Vanessa è resident dj, presso lo Zion Yard di Lavinio, ogni sabato dalle 20:30 e sarà in studio con Giovanni D’Onofrio e Denise Di Camillo all’Acchiappaospiti, domenica 20 dalle 13.00 su Radio Enea 96.2. Info: www.myspace.com/vanessalainodj - http://VanessaLaino.official.fm – www.soundcloud.com/vanessa-laino-dj - www.facebook.com/vanessalainodj - vane_dj_@hotmail.it - www.youtube.com/watch?v=CqBpTCANITo
Anzio: Un progetto di Vanessa Laino sulla sicurezza stradale - "Pre Floor".
Il "Pre-Floor" è un progetto, ideato da Vanessa Laino di Anzio, che si prefigge di diventare il fiore all'occhiello della provincia romana riguardo all’importante tema della sicurezza stradale ed un punto d'incontro, grazie agli spazi forniti a giovani artisti emergenti, come fotografi, pittori, scultori, scrittori, cantanti, musicisti e dj presso lo “Zion Yard Discopub” di Lavinio, infatti, tutti i sabati dalle 20.30 ospita un aperitivo, pre-disco a base di musica ed arte. Il Prefloor, inoltre si prodiga anche a garantire la sicurezza dei giovani che settimanalmente si dirigono a Roma nei locali della movida notturna, per contrastare il triste fenomeno delle ormai note "Stragi del sabato sera"; è messo a disposizione, infatti, un autobus che traghetta i giovani da Anzio a Roma, e viceversa, in modo da evitare, d'essere coinvolti in incidenti stradali o essere soggetti anche di sanzioni amministrative, come previsto dal codice stradale in materia di guida in stato d'ebbrezza. I locali con i quali il “Prefloor” collabora nella Capitale sono siti nel cuore della "Notte romana", come Via Ostiense, Testaccio e Via di Portonaccio, oltre alle collaborazioni one-night per eventi speciali a Roma ed a Latina. Per maggiori info, collaborazioni artistiche o partnership, contattare il 3284393246 o mandare un'email a: infoprefloor@gmail.com.
mercoledì 16 febbraio 2011
"Capoccione", pescatore di Anzio ci ha lasciato.
Caro papà ti scrivo perchè parlarti non è più possibile, questo è il modo per non dimenticarti, sono solo parole, è successo tutto così in fretta troppo veloce per capire. Era il 2 gennaio, quando arriva la telefonata che tu stavi male, e venendo da te in Spagna ho capito che non ce l’avresti fatta papà, e tutto il mondo mi è crollato addosso. Alcuni mi dicono di provare a sorridere e farmene una ragione, a non chiudermi in me stessa, altri però mi capiscono e gli dispiace, e cercano di consolarmi. Nessuno sa come mi sento veramente! In un secondo tutta la mia vita è cambiata, e adesso cosa faccio senza di te papà? Mi spieghi cosa faccio? Non riesco a pensarci adesso, non ci sarà più un momento insieme con te papà. Ci sto provando a non chiudermi in me stessa e so che ho mio figlio che mi dà la forza per tirarmi su. Io devo farcela papà, per andare avanti; da quando ero piccola mi hai sempre voluto bene, non mi hai mai fatto mancare nulla ed ora eccomi qui ad andare avanti con le mie gambe; so che incontrerò delle difficoltà, qualche volta cadrò e mi rialzerò, perchè sappi papà che, quando una persona che se ne va se è importante, in realtà non se n’andrà mai! Tu sarai sempre con me papà! Quando qualcuno se ne va, i ricordi restano nel cuore di chi rimane quaggiù! Bisogna far parlare il silenzio perchè, a volte, è inutile cercare un senso nella vita. Addio papà, sei stato un grande uomo, un grande padre ed un gran lavoratore. Tu sarai sempre con me e nel cuore dei pescatori e della gente di Anzio che ti ha conosciuto come “Capoccione”. Mi manchi da morire papà, ti voglio bene. Tua figlia Annalisa.
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