giovedì 7 gennaio 2021

La storia moderna di Nettuno e Porto d'Anzio






La storia moderna di Nettuno e Porto d'Anzio, come narra Ademollo nel suo scritto “Anzio e Nettuno dal secolo decimosesto a decimottavo” del 1886, comincia con la vendita, effettuata nel 23 settembre 1594 dal conestabile Marc'Antonio Colonna, figliuolo. del vincitore di Lepanto, al Papa Clemente VIII, nonostante il tanto amore che i Colonnesi portavano a quei luoghi, quanto gli Orsini a Palo. Le due grandi casate Romane, di qua e di là dalla Capitale, quasi ad uguale distanza si appoggiavano sul mare, dove le due famiglie per diverse strade si recavano a diporto e dove i giovani dell’una e dell'altra si addestravano nei rudimenti dell'arte marinaresca. Da quelle rive scoccarono le prime scintille che dovevano accendere il genio di Marcantonio e di Fabrizio Colonna, di Virginio e di Flaminio Orsini, celebri tra i Capitani del mare nel secolo decimo-sesto. Il Colonna amava la «terra di Nettuno con la rocca, palazzo, abitazione, giurisdizione insieme con tutto il territorio, torre d'Astura, porto d'Anzio, pascoli, selve, mare ed in effetti tutto quello che detto contestabile possedeva da quelle parti». Circa l’aspetto e l’importanza della terra di Nettuno prima dell’epoca accennata, scrive il padre Guglielmotti che «posta di mezzo tra la punta di Astura ed il Capo d'Anzio, nel fondo di un golfo arenoso, tornava di grande comodità al rifugio delle piccole barche da traffico e da presa, nell'andare e venire a Roma da Napoli e da Gaeta: tanto più che la città di Anzio da più secoli distrutta ed il porto Neroniano anche prima interrito, non potevano ne render servizio, né richiamar l'attenzione di amici e nemici. I Colonnesi possedevano Nettuno in feudo, ma non lo avevano ancora fortificato alla moderna; soltanto il Duca Valentino al principio del secolo decimo-sesto, impadronitosi della terra, si era pur dato gran cura di aggiungere all’antica cinta di cortine e di torri quella bellissima fortezzina uno dei più insigni monumenti dell'arte primitiva» e di Anzio, sempre della stessa epoca, lo storico della Marina Pontificia dice che «nulla più quasi rimaneva della nobile città e del magnifico porto, che una sola torre sul promontorio, chiamata la torre di Capo d’Anzio. Appresso a quella, richiesto immediatamente da papa Pio IV, Marcantonio Colonna edificò altre due torri. La prima nell’insenatura a due miglia dal capo, verso Roma, cui dette il nome di Materna, in segno di filiale pietà verso la madre, donna Giovanna d’Aragona, principessa d’alto senno, con la quale visse sempre concorde. L’altra torre fu detta delle Caldane, perché costruita presso a certi laghetti d’acque termali e fumanti. Colà lo stesso Marcantonio aveva posto la raffineria dello zolfo nativo; le cui risposte dovevano andare alle fortificazioni di Nettuno ed alle torri della marina. A queste torri Pio IV aveva assegnate le artiglierie, le munizioni e cento scudi ogni mese per lo stipendio dei soldati. La prima pietra del risorgimento Anziate pose colle sue mani Marcantonio Colonna quando armò la torre del Capo e costruì le due vicine. Egli cessò la solitudine, crebbe le visite, raccolse gli ammiratori, promosse la cultura e per l'amenità del sito e per le laudi dei classici fece brillare disegni di grande importanza nella mente di Sisto V e di Clemente VIII». Le donne nettunesi «In gonna rossa e col turbante in testa» erano dunque al principio del secolo decimo-settimo la gran curiosità di quei luoghi. Bartolomeo Piazza che vide a Roma la gente di Nettuno nelle processioni degli anni santi 1675 e 1700, dice dei costumi nettunesi: L'abito degli uomini, ma più delle donne nelle religiose e devote processioni, che per venerare le sante Basiliche di Roma usavano; nelle quali in un abito graziosamente modesto e giudiziosamente umile e vagamente sincero, ricordavano le antiche usanze dei popoli Latini conservate con più studio di qualsiasi altro castello del Lazio da queste Nettunesi e ciò che più recava motivo di curiosa osservazione, la diversità degli abiti medesimi dalle maritate, dalle vedove, dalle zitelle, tanto nella forma quanto nella diversità dei colori, dove con savia distinzione era ammirevole la gravità del portamento delle prime; la serietà ed abiezione delle seconde e la modestia innocente delle terze e perché usavano alcuni ornamenti ancora propri degl'Imperatori, del Papa e Vescovi, come i sandali, la porpora ed altro, durò fatica Gregorio XIII a ridurli in un abito antico si, ma comunale, con la spesa della camera per la prima volta». Quest’ingerenza papale nel figurino di abbigliamenti muliebri è abbastanza curiosa. Pare che Gregorio XIII preparandosi per tempo all’anno santo del 1575, volesse provvedere onde non so mostrassero per Roma nelle processioni religiose donne in abito succinto come quello delle nettunesi, la cui gonnella arrivava appena al ginocchio. Perciò nel 1572 promise premi alle comari di Nettuno che allungassero la veste fino al collo del piede e comminò castighi a chi non obbedisse, ma la riforma, che si estese anche alla così detta “Antricella”, cintura tessuta di seta, argento ed oro, dalla quale pendevano campanelli argentei o dorati, non fu facile, quantunque la camera apostolica ne facesse le spese ed in ogni modo restò la gonna rossa ed il turbante alla turca composto di bende chiamate “Mantricelle” in oro e seta di svariati colori con le due estremità ricadenti sugli omeri che durò fino ai primi del secolo decimo-ottavo. Nonostante la riforma peraltro ed i successivi cambiamenti, il vestiario delle donne di Nettuno, belle di carnagione e di colorito, è rimasto singolare e splendido per dovizia di stoffe e di ornamenti d’oro e d’argento. Le camicie aperte sul petto sono ornate di un merletto di loro lavoro speciale che dal collo discende fino a quel punto dal quale prende il nome di “Capezzo”. La vesta senza maniche, che chiamano “Guarnaccia” e che dalle spalle scende fino alle calcagna, nella parte superiore è stretta ai fianchi rimanendo sempre aperta sul petto e ricchissima di pieghe nella parte inferiore. Sulla veste un corsaletto a vita, aperto anch’esso sul petto e chiuso con pezza di drappo ricamato con due file di trine d’oro ed argento per le maritate, una sola per le zitelle. Guarnaccia e corsaletto di colore scarlatto vivissimo, sono ornati alle estremità con merletti  o trine, al solito d’oro o argento, ai quali ornamenti le zitelle surrogano un nastro verde simile a quelle che intrecciano nei capelli e che per le maritate è invece rosso e per le vedove paonazzo. In luogo dei “Borzacchini” alla turchesca soppressi per l’allungamento delle gonne, le nettunesi calzano oggi pianelle di panno rosso o di pelle inargentata, a guisa di sandali ed in luogo del turbante coprono la testa con un tovagliolo di lino che anche questo finisce con guarnizioni di oro, argento e seta a più colori. Con siffatto abbigliamento le donne di Nettuno si vedono in giro verso la sera dei giorni festivi, specie per andare alla Madonna di san Rocco in compagnia dei loro mariti o parenti. Una recente comparsa solenne il costume saraceno delle nettunesi la fece nel banchetto per l'inaugurazione della ferrovia nel 23 marzo 1884. In quell'occasione lo vide Eugenio Checchi che scrisse in proposito: «Le sei giovanette erano sfavillanti in quelle gonne di raso solferino, con guarnizioni d'argento, sormontate da un camiciotto della medesima stoffa ricchissimo di ricami, pure in argento e con quella bizzarra tovaglia in capo di stoffa trapunta. Avevano tutt'e sei il costume di sposa adottato per la circostanza, con monili di perle e ricche collane e la qualità di sposa risulta dal nastro rosso attorcigliato come una treccia nei capelli. Gentilissime tutt'e sei, rispondevano con sorridente disinvoltura alle domande dei curiosi ammirati».

sabato 19 dicembre 2020

Marco Ferretti: Un giorno, prima di tornare (Il canto di Ulisse).



Presentiamo lo scrittore anziate Marco Ferretti che da qualche giorno è in tutte le librerie con la sua opera letteraria “Un giorno, prima di tornare (Il canto di Ulisse)”, edizioni Abra Books. Il libro ci parla delle esperienze dell’autore, dei suoi amori e della vita famigliare, e le varie poesie, naturalmente, sono state ispirate dai tramonti sul mare di Anzio e che poi, unite tra loro sono diventate un vero racconto, che va a ritroso, fino a riportarci ad Ulisse e dunque alle origini, di cui Marco si riappropria e lo porta ad una nuova consapevolezza finale. In questo racconto è bello leggere i ricordi che Ferretti fa dei suoi nonni, un tempo dediti all’agricoltura e dunque sempre in mezzo alla natura e tutto questo, insieme con il lavoro interiore, portano lo scrittore a credere e sperare in una nuova fratellanza, forse un’utopia da consegnare alle nuove generazioni. In questo lungo viaggio temporale troviamo Pulcinella che rappresenta l’Italia dei perdenti e dei ribelli ed il rapporto con la religione (Il diavolo mi ha detto). Oltre che in tutte le librerie della città si può acquistare il libro su:

www.mondadoristore.it/giorno-prima-tornare-canto-Marco-Ferretti/eai978885502150

www.abrabooks.it/prodotto/marco-ferretti-un-giorno-prima-di-tornare-il-canto-di-ulisse-poesia

giovedì 9 aprile 2020

Quintali di generi alimentari donati dal Ristorante Turcotto per le famiglie in difficoltà.

Quintali di pasta, passata di pomodoro, fagioli, ceci, lenticchie, latte a lunga conservazione, caffè, zucchero, olio, questa mattina, sono arrivati a Villa Corsini Sarsina - Casa Comunale, per essere distribuiti alle famiglie di Anzio in difficoltà. L'atto d'amore verso i cittadini è della Famiglia di Enrico Garzia, del Ristorante  Turcotto. I prodotti sono stati consegnati al sindaco, Candido De Angelis ed all'Assessore alle politiche sociali, Velia Fontana che, a sua volta, in collaborazione con la Protezione Civile, ha pianificato la loro destinazione, prima della Santa Pasqua, in favore dei cittadini bisognosi. "Questa è la nostra amata Anzio, capace di compiere atti che ci riempiono il cuore. Grazie". Ha detto l'assessore Velia Fontana.

lunedì 21 ottobre 2019

Presentata la squadra di pallanuoto Anzio Waterpolis.






Si è svolta questa mattina (21/10/19, ndr), nella Sala Consiliare di Villa Corsini Sarsina, alla presenza del sindaco di Anzio, Candido De Angelis, dell'assessore al patrimonio, Eugenio Ruggiero e di altri rappresentanti dell'amministrazione, la presentazione della squadra dell'Anzio pallanuoto che, nella stagione 2019-2020, disputerà il campionato nazionale di serie A2. "Abbiamo allestito una squadra competitiva, che ha assunto il nome Anzio Waterpolis, con il giusto mix tra pallanuotisti giovani ed esperti campioni - ha affermato il presidente, Francesco Damiani, che ha voluto nella rosa che disputerà il campionato anche diversi giovani anziati -. E' un onore presentare questa stagione agonistica nella massima assise cittadina". "In bocca al lupo a questi ragazzi, - afferma il sindaco, Candido De Angelis -  alla direzione tecnica ed al presidente Damiani, che ringrazio per aver investito risorse nella pallanuoto e su questa squadra, con il glorioso nome Anzio. Sarò in piscina per tifare Anzio, con l'obiettivo della serie A1 e di vedere, presto, un pallanuotista anziate con la calottina azzurra della nazionale".

Anzio: 18ª edizione della castagnata, 9 e 10 novembre 2019.


Segnatevi queste date: sabato 9 e domenica 10 novembre 2019. Si perché si rinnoverà l’appuntamento con i sapori di autunno ad Anzio. Per gli amanti delle caldarroste e del buon vino novello, l’appuntamento è presso il Campo dell’Oratorio dei santi Pio ed Antonio ad Anzio con ingresso libero da Via Matteotti, con l’annuale castagnata di novembre. Il Comitato Festeggiamenti Anzio, anche per questo 2019, vuole proporre l’appuntamento della “Castagnata di novembre”, giunto alla sua 18ª edizione. «Siamo pronti anche per l’appuntamento 2019 con la castagnata di novembre – dichiarano dal Comitato Festeggiamenti Anzio – e siamo ad invitare tutti sabato 9 e domenica 10 novembre a trascorrere un po’ di tempo con noi gustando caldarroste accompagnate dal vino novello in un’atmosfera familiare e allegra sapendo di fare festa e a fine benefico. Naturalmente non ci saranno solo castagne!!». Infatti nella piena tradizione della castagnata, oltre alle caldarroste, si potranno gustare altri piatti come la Frittura di pesce, carne alla piastra, dolci fatti in casa tipici, e tanto altro. Dal Comitato Festeggiamenti ci tengono a sottolineare che il ricavato della manifestazione andrà, come per tutte le altre iniziative messe in campo durante l’anno, in beneficenza per scopi caritativi e pastorali. «Questa festa è divenuta la festa di Anzio d’autunno, apprezzata da tanti cittadini e turisti. Ci teniamo sempre a sottolineare che non è una sagra perché Anzio non ha la tipicità delle castagne, ma una ‘Castagnata’ all’insegna del voler fare festa e creare occasione di scambio e momento di convivialità accompagnando un prodotto autunnale con le tipicità di Anzio». Quindi tutti a gustare caldarroste, frittura di pesce, fagioli e salsicce, carne grigliata, vino novello e tanto altro. Ricordiamo l’appuntamento: Sabato 9 e domenica 10 novembre ad Anzio in Via Matteotti all’interno del Campo dell’Oratorio dei santi Pio ed Antonio.

domenica 7 aprile 2019

Il piccolo Museo della Marineria di Anzio.






Il piccolo Museo della Marineria di Anzio è nato grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Pungolo Club curato da Andrea Cafà. L’idea trae origine a seguito di una imponente divulgazione dei viaggi Antartici del Comandante Giovanni Ajmone Cat del suo veliero San Giuseppe Due. Attraverso una collezione fotografica resa disponibile da Comandante Tito Mancini e dallo scrittore Ferruccio Russo, Andrea Cafà ha realizzato nel corso degli anni in diverse città Marinare, la mostra fotografica itinerante denominata “Ancora Sottozero”, tra le quali La Spezia, presso il Museo Tecnico Navale dove attualmente è custodito il Veliero polare italiano che portò per la prima volta il Tricolore nei mari del Sud. Il museo, si propone di divulgare e conservare le storie del mare e dei suoi protagonisti, fatti attraverso piccole e grandi imprese di imbarcazioni storiche ed i mestieri legati al mare. La data del 10 agosto 2017, rappresenta l’inaugurazione attraverso l’apertura del piccolo Museo stabile ad Anzio ubicato presso la Riviera Zanardelli nell’incantevole veranda prospiciente il porto e messa a disposizione dalla famiglia Garzia a cui va il nostro sentito ringraziamento. In due anni di attività il piccolo museo è stato sede di eventi culturali, con la testimonianza di cimeli e foto rese disponibili da armatori e cantieri navali locali quali Sandro Gallinari, attraverso l’esposizione di una serie di attrezzi usati al tempo dai calafati, inoltre è in mostra una considerevole collezione di modellini navali resi disponibili dal maestro modellista Luigi Ardito, ove si pone in risalto la nave scuola Amerigo Vespucci. In occasione del cinquantenario del veliero San Giuseppe Due, il Maestro ha a espressamente realizzato il modellino in scala 1.10. che ha donato al museo. In questi due anni il museo ha riscosso un notevole successo di pubblico, attraverso l’afflusso di visitatori che si amplifica durante il periodo estivo, rendendo la struttura un polo di riferimento ed attrazione turistica culturale per la città di Anzio. Lo stesso Andrea Cafà commenta e racconta la collezione di foto del piccolo veliero polare che salpò per i due importanti viaggi Antartici dal porto di Anzio il 27 giugno 1969 per il primo viaggio esplorativo e da Torre del Greco nel 1971-1974 per la spedizione Antartica Scientifica Italiana e dove il veliero fu costruito nei cantieri Palomba. Il 27 giugno 2019 ricorre il cinquantenario della partenza dal porto di Anzio del veliero polare per il suo primo viaggio esplorativo ideato dal suo armatore C.te Giovanni Ajmone Cat. Per l’occasione l’Associazione Culturale Turistica “Pungolo Club” con il Patrocinio del Comune di Anzio e la collaborazione di associazioni ed amici del mare realizzerà l’evento commemorativo.
Ingresso libero.
Aperto il sabato e la domenica, dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Anzio, Riviera Zanardelli (Veranda Garzia).
Info line: 3451090304.

martedì 2 aprile 2019

Anzio: Mar d'Amare di Italo Rinaldo Sbarra, 6-14 aprile 2019.

Dal 6 al 14 aprile 2019, presso il Museo della Marineria di Anzio sulla Riviera Zanardelli, si terrà la mostra di pittura dell’artista Italo Rinaldo Sbarra. Italo Rinaldo Sbarra si appassiona alla pittura frequentando mostre e musei attratto dalle opere di Edward Hopper e di Jack Vettriano che risaltano luci e colori su soggetti odierni. Frequenta un corso di pittura presso un'associazione dove inizia un percorso di apprendimento difficile per via del suo carattere poco paziente. Motivato dalla passione per l’ambiente marino, inizia a dipingere ispirandosi alle opere di diversi pittori. Italo racconta... le navi. Lavoro a Fiumicino ed ogni giorno in auto attraverso il ponte della Scafa, rallentando per causa del traffico ho la possibilità di osservare un meraviglioso panorama e rimasi colpito da una nave adagiata su un fianco, vecchia stanca arrugginita, ma ancora li a dominare imponente quello specchio d’acqua. EQUA il suo nome, incuriosito mi sono documentato e scopro che si tratta di un comunissimo traghetto con una storia da raccontare. La nave ha anch'essa la sua anima, ospitale, forte, combattiva su mari calmi e ondosi. Queste riflessioni mi ricordavano mio padre, un uomo forte un guerriero che lottava contro una brutta malattia. Inspiegabilmente sentivo che le loro storie erano simili, parallele , e ogni volta che passavo sul ponte, uno sguardo verso il traghetto e il mio pensiero era dedito a mio padre. Quando mio padre ci lasciò anche Equa fu demolita. Così cominciai a trarre ispirazione dipingendo relitti di navi vissute travagliate, barche di pescatori che raccontano la loro storia mostrando i loro scafi stanchi e abbandonati che ne tempo hanno condiviso storie di anime che ancora navigano. Dipingo le loro linee gli alberi, lo scafo rendendole vive sulla tela e nel tempo elogiandone  la loro storia per un giusto riconoscimento della loro esistenza. 
Dal 6 al 14 aprile.
Orari di apertura: 10 -12 e 16 -19.
Ingresso libero.

lunedì 11 marzo 2019

Nove giorni di mare di Leonardo Tardioli.



Leonardo Tardioli, è uo scrittore anziate di ventisei anni. I suoi primi articoli risalgono alla primavera del 2008, quando un suo professore gli fece scrivere il primo quasi per gioco, su un evento sportivo amatoriale organizzato da quest’ultimo. La sua passione per la scrittura è nata quel giorno, ma lui non ne era ancora consapevole. A quell’articolo ne seguirono altri due nel giro di un mese e sempre su eventi sportivi amatoriali organizzati dal suo insegnante. La prima vera collaborazione inizia dopo il diploma nel mese di settembre 2011, con un mensile d’informazione locale di Anzio. In questa esperienza Leonardo inizia a “stare sul territorio” e ad occuparsi delle vicende politiche della città di Anzio, intervistando anche alcuni interpreti come l’allora sindaco, alcuni assessori e qualche consigliere comunale sia di maggioranza sia di opposizione. La collaborazione con questa testata finisce a dicembre 2013 quando la stessa chiude i battenti. Dopo un anno e mezzo di pausa, c’è una breve collaborazione con un settimanale locale, interrotta per motivi personali e che va dal settembre all’ottobre del 2015. Le due esperienze più significative in ambito giornalistico di Leonardo Tardioli arrivano nei primi mesi del 2016, quando a gennaio inizia la collaborazione con la piattaforma di giornalismo “Blasting News” e ad aprile quella con il sito di approfondimento sportivo “Voci di Sport”. In entrambe le collaborazioni, Tardioli, tratta come argomento principale il calcio, ma da due diversi punti di vista: con “Blasting News” si occupa principalmente di cronaca degli eventi – per lo più partite di serie A e Coppa Italia – mentre per “Voci di Sport” approfondisce alcuni temi con dei focus dettagliati. I primi in tal senso, risalgono all’inizio di “Euro 2016” con l’approfondimento di due gironi del torneo. Successivamente ce ne saranno tanti altri sul campionato di serie A 2016/17. Sempre nel 2016 e precisamente a dicembre, Leonardo Tardioli inizia a scrivere “Nove giorni di mare”. Da febbraio 2017, sempre per il sito “Voci di Sport” e per esigenze di redazione, Tardioli inizia a d occuparsi di pallavolo e beach soccer, seguendo rispettivamente i play-off di volley e l’intera stagione del beach soccer dai mondiali 2017, giocati dalla fine di aprile alla prima metà di maggio di quell’anno. Al termine di questa manifestazione, Tardioli intervista l’allora commissario tecnico azzurro Massimo Agostini, il quale tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ‘90, è stato un calciatore professionista, militando in serie A con le maglie di Cesena, Roma, Milan, Parma e Napoli e conosciuto da molti con il soprannome di “Condor”. La collaborazione con “Voci di Sport” s’interrompe nell’autunno 2017, quando la testata chiude i battenti, ma non prima di aver raccontato gli Europei 2017 di volley, giocati tra la fine di agosto e la prima metà di settembre dello stesso anno. Durante lo scorso inverno prosegue saltuariamente anche la collaborazione con “Blasting News”, che cessa definitivamente nel luglio 2018. In tutto questo arco di tempo va avanti anche la stesura di “Nove giorni di mare”, che finisce nell’autunno 2017 e capitolo dopo capitolo comincia a diventare sempre più un romanzo. Tale opera è pubblicata solo nel febbraio 2019 e attraverso il self-publishing di Amazon – unico rivenditore nel quale è disponibile – ma era stata già vicina a vedere la luce nel maggio 2018 con una casa editrice, la quale chiese “un contributo” all’autore che a sua volta rifiutò. La storia si svolge interamente in spiaggia, nell’estate 2016 ed in nove giorni. Un tempo breve, ma al tempo stesso lungo, nel quale il protagonista tornerà al mare dopo un lungo periodo e quello sarà l’inizio della sua nuova vita, dopo che un percorso di cadute lo aveva portato in un vortice di negatività e insicurezza. Saranno proprio il mare e la spiaggia e nello specifico le avventure e gli incontri che il protagonista farà in quei nove giorni, a riportarlo progressivamente alla vita vera e all’uscire definitivamente dalla “zona di comfort” sulla quale si era adagiato. La storia si racchiude capitolo dopo capitolo, quando gli eventi si incrociano e metteranno il protagonista a contatto con i propri limiti e con la scelta di superarli – e quindi di crescere e migliorare – oppure di restare fermo nel vortice in cui era prigioniero. E sarà proprio una scelta che inconsapevolmente farà assumere un certo significato al finale. In quest’opera l’autore si concentra e mette in risalto il tema del “guardare avanti”, ma non in senso filosofico, bensì reale, attraverso delle azioni pratiche e delle consapevolezze che giorno dopo giorno maturerà il protagonista: le stesse che gli faranno anche capire gli errori passati e che lo spingeranno a non ripeterli. I capitoli sono un susseguirsi di eventi, di azioni e di riflessioni che si accompagnano e inconsapevolmente, “indicano la strada” al protagonista. Nel libro sono presenti anche metafore che si riflettono nella realtà: tutto ciò riporta solo e soltanto ad un unico tema, quello di guardare avanti e imparare dai propri errori e soprattutto farlo superando i propri limiti.

sabato 3 novembre 2018

Riva ritorna ad Anzio.

Riva

Dopo 8 anni il maestro e coreografo Carlos Do Nascimento (Riva) torna in Italia per riaprendere le sue attività in campo artistico e culturale. Il gruppo Tierra Brasilis, da lui diretto con Silvia Morville, che si esibisce da più di venti anni in Italia ed in Europa con la musica, il folklore e la cultura brasiliana e latinoamericana. Riva inoltre ha ripreso le sue lezioni, presso le palestre Eneas di Anzio e Nettuno, Pomezia presso la palestra Joiness con i suoi corsi di zumba fitness, un’esplosione di ritmi latini che coordinati a passi di aerobica e movimenti latini, riportano in forma corpo e mente, e tutti sabato al locale Saravà con il corso di salsa (rueda di casino) e l'animazione latinoamericana. Molti progetti sono in fase di costruzione ed a breve tante novità saranno svelate. Per info su spettacoli e corsi: 3897899480 - www.tierrabrasilis.it
Associazione culturale Tropicalia

venerdì 15 dicembre 2017

Anzio: Progetto "Vele Latine", 18 - 31 dicembre 2017.


Cafà e Fornaro
L’Associazione Culturale Turistica Pungolo Club per il 2018 promuove ad Anzio il progetto vele latine. IL presidente Andrea Cafà: da quattro anni ci siamo dedicati alle imprese Antartiche dell’epico personaggio della Marineria Italiana e concittadino Com.te Giovanni Ajmone Cat che storicamente ha ideato e progettato i suoi viaggi Antartici ad Anzio partendo dallo storico porto a bordo del veliero San Giuseppe Due e congiuntamente alla città di Torre del Greco dove l’unità fu costruita nel cantiere navale dei fratelli Palomba. Quella delle esplorazioni antartiche è una pagina avvincente della storia della navigazione di cui Giovanni Ajmone Cat ha scritto un capitolo che merita di essere raccontato non solo attraverso le straordinarie immagini fotografiche, ma anche attraverso la valorizzazione delle sue imprese e del suo veliero a oggi donato alla Marina Militare Italiana. Continua Cafà: Di recente L’Associazione “Ibis Onlus” nella persona del ci ha donato una manaide con armo a vela latina di 6 metri restaurare che sarà usata per partecipare alle prossime regate di vela latina. Il natante a sua volta fu donato dal cantiere navale “Marina di Nettuno” di Umberto Pineschi all’associazione “Ibis Onlus” che ha eseguito i primi lavori di restauro che si sono arenati per il venir meno delle risorse economiche necessarie per portarlo a termine. Pungolo Club curerà il restauro attraverso la collaborazione di sponsor e amici della vela, un importante e laborioso lavoro che si associa alle diverse iniziative dedicate in questi ultimi anni: la partecipazione nelle due ultime edizioni alle regate della Mariperman a La Spezia con Premio Challenge San Giuseppe Due per le vele latine, Il Trofeo Ajmone Cat giunto alla quarta edizione ad Anzio con la collaborazione del Circolo Vela Roma nel contesto del Palio del Mare, “Ancora Sottozero” la mostra fotografica esposta in diverse cittadine Marinare Italiane, L’istituzione del Premio Ajmone Cat realizzato dal noto scultore Egidio Ambrosetti e l’esposizione presso il Museo Tecnico Navale di La Spezia. La riscoperta della vela latina è un fenomeno che negli ultimi anni ha coinvolto diversi porti italiani, in cui si è verificato un rifiorire di regate, raduni e attività cantieristiche garantendo una nuova stagione a tale navigazione. Nel nostro litorale l’interesse prevale sulla vela moderna e le imbarcazioni a vetroresina e viene data scarsa importanza alla vela latina, un tempo, sino alla prima metà del novecento, molto diffusa nel nostro mare utilizzata sia per la pesca che per il trasporto di merci di vario genere come testimoniano le foto d’epoca. In questi ultimi mesi la mostra fotografica “Ancora Sottozero” esposta ad Anzio ha ricevuto notevole flusso di visitatori tra turisti e cittadini ispirando l’interesse della prof. Ilaria Caraci fondatrice delle Istituto Esplorativo Italiano che ha formalizzato un incontro con il presidente Filippo Bencardino della Società Geografica Italiana permettendoci di esporre l’8 maggio 2018 presso la storica sede di Palazzo Mattei in villa Celimontana a Roma, inoltre abbiamo ricevuto il pregio di essere presenti su riviste ed importanti blog quali:  Arte Navale, Barche d’epoca e classiche e, in ultimo, il Museo del Navigante con una pagina dedicata alle imprese di Ajmone Cat. Con il nuovo anno si svolgeranno una serie di regate a vela latina in diverse cittadine marinare con una possibile tappa ad Anzio. Il 18 dicembre 2017, ricorre il decimo anno della scomparsa del Comandante Giovanni Ajmone Cat, per l’occasione verrà celebrata una messa alle ore 10:15 in suo onore presso la chiesa di San Filippo Neri di Aprilia edificata dallo stesso Comandante e la su famiglia in località La Selciatella, seguirà al porto di Anzio la posa in mare della corona di fiori e la visita al l’esposizione fotografica presso la veranda Garzia sul porto di Anzio che resterà aperta ai visitatori fino al 31 dicembre.

lunedì 3 luglio 2017

Anzio: Regata III Edizione trofeo “Giovanni Ajmone Cat”.


Ad Anzio, con il patrocinio del Comune, il 25 giugno si è svolta la regata 2Trofeo Giovanni Ajmone Cat2, l’evento giunto alla terza edizione, ideato e promosso dall’Associazione “Pungolo Club” e dal Circolo “Vela Roma” con la collaborazione dei circoli: Sezione Vela Marina Militare, Tevere Remo, La Lega Navale, Il Palio del Mare e la Marina Capo d’Anzio. La tradizionale veleggiata si è svolta tra Anzio e Nettuno (Torre Astura) dove hanno preso parte le imbarcazioni di categoria J24, classe libera e Platu 25. Durante il consueto breafing con gli armatori Il consigliere delle regate altura del CVR Massimo Morasca, Mario De Grenet e Andrea Cafà hanno illustrato e ricordato l’importanza dell’evento dedicato all’epico concittadino, navigatore Antartico che attraverso le sue imprese, partendo da Anzio portò il Tricolore in Antartide il 27 giugno 1969/1971 e nel 1973/1974 a bordo del caratteristico motoveliero armato a vele latine “San Giuseppe Due”. Per le sui imprese fu insignito della medaglia d’oro di Benemerenza Marinara. In questi ultimi tre anni la regata si svolge nel contesto dei festeggiamenti del Santo Patrono e del Palio del Mare. Di seguito riportiamo la classifica dei regatanti:
1° Classificato Over All Masquenada-61M di Belcastro;
1° Classificato Classe J24 Draghetto di Volpe;
2° Classificato Classe J24 Jumping Jack Flash di Miccio;
1° Classificato C. Libera Elena Celeste di Morasc.
Congiuntamente si svolge alla Spezia il Challenge Vele Latine “San Giuseppe Due” nel contesto del Prestigioso Trofeo Mariperman organizzato dalla Marina Militare dove si svolge una serie di regate per imbarcazioni con armo a vela latina. Il premio Challenge, una scultura di bronzo realizzata dal noto scultore Egidio Ambrosetti, donato dall’Associazione Pungolo Club raffigura lo stesso veliero. Per il prossimo ad anno si sta lavorando per portare il circuito Vele Latine nel caratteristico porto Anziate ricco di storia e cultura marinara che ha visto nei decenni le tipiche imbarcazioni impegnate in svariati modi e dove si adottavano tecniche di navigazione tradizionali. La Vela Latina ha rappresentato importanti rinnovamenti nella storia della navigazione nei secoli, simbolo delle tante marinerie della pesca e del cabotaggio. Vista la passione che lega Andrea Cafà al personaggio e grazie agli armatori di imbarcazioni di vele latine conosciuti nel contesto della Mariperman a La Spezia, è intento di Andrea preparare una imbarcazione con equipaggio di Anzio per partecipare alle prossime regate a vela latina nel circuito nazionale. Un progetto articolato che ha bisogno della collaborazione e coinvolgimento di tutti coloro che sostengono la cultura e le tradizioni della città di Anzio. La mostra fotografica “Ancora Sottozero” dedicata al Navigatore Antartico continua a riceve richieste per la sua esposizione, presto ritornerà per la seconda volta in Sardegna, a Stintino. Da un recente costruttivo incontro con Il Sindaco di Anzio presso Villa Sarsina, sono stati proposti e rimodulati una serie di progetti della quale fiduciosi si rimane in attesa. Cafà vuole ringraziare il Circolo Vela Roma e i circoli: Vela di Anzio, La Marina Capo d’Anzio e il Palio del Mare nonché gli armatori e Associazioni per la loro collaborazione e partecipazione che mantengono con impegno la memoria e le tradizioni marinare. Info: 3451090304 – 3281337014 - info@pungoloclub.it - www.pungoloclub.it - www.sangiuseppedue.it

domenica 6 novembre 2016

Celebrazione Istituzionale "Giornata dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate".







Il discorso "commosso" alla cittadinanza dell'Assessore del Comune di Anzio, Sebastiano Attoni, alla presenza delle Autorità Militari, Politiche, Civili e Religiose. Sono intervenuti alle celebrazioni i ragazzi di Bad Pyrmont, presenti ad Anzio per il progetto ERASMUS. Si ringrazia la Banda Musicale e la Corale Polifonica per la sempre positiva collaborazione. Intervento dell'Assessore Attoni: “Rivolgo il saluto della Città di Anzio a tutti i presenti: autorità civili, militari e politiche, cittadini, labari, associazioni combattentistiche e d’arma, alla Banda Musicale ed alla Corale Polifonica, al Picchetto d’Onore ma, soprattutto, rivolgo l’abbraccio ideale della Città di Anzio a tutti i Rappresentanti delle Forze Armate, costantemente e coraggiosamente impegnati a tutela della sicurezza dei cittadini. Un saluto particolare al Sindaco del Comune di Nettuno, Angelo Casto ed al Generale di Brigata, Giuseppe Tortorelli. Oggi Celebriamo il novantottesimo anniversario dell’Unità Nazionale, giorno dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale che riportò all’Italia Trento e Trieste, rendendo compiuta l’Unità Nazionale... celebriamo il compimento del glorioso Risorgimento Italiano e l'Integrità della nostra Nazione. Ricordare sempre quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria e per l'Unità della nostra Nazione..., deve essere un nostro preciso dovere morale. In questa giornata, insieme, riflettiamo sulla Patria, sulle responsabilità e sui doveri che ciascuno di noi ha nei suoi confronti: l’Unità d'Italia, l'Indipendenza e la Libertà sono conquiste straordinarie che vanno difese ogni giorno, ma oggi è anche la Festa delle nostre Forze Armate, che sono parte integrante del Nazione, impegnate sul territorio nazionale, a difesa della nostra sicurezza e nei luoghi più lontani del pianeta a difesa del diritto alla vita di tante popolazioni e degli ideali di libertà e democrazia. Come non condividere la scelta del nostro Ministero della Difesa finalizzata a dare maggiore risalto a questa giornata, promuovendo celebrazioni istituzionali come questa, unitamente ad altre importanti iniziative, come "Caserme Aperte" e "Caserme in Piazza", con l'obiettivo di rafforzare i legami tra le Forze Armate ed i Cittadini e per rinvigorire quel patrimonio di coesione ed identità nazionale che gli italiani hanno saputo costruire nel corso della storia anche attraverso dolorose esperienze. Una dolorosa esperienza è anche quella che stanno vivendo centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini dell'Italia centrale, con le loro case e le loro città rase al suolo dal terremoto. Da questa piazza, unitamente al tangibile contributo prestato dal sano volontariato tramite iniziative sportive, scolastiche, religiose, culturali e sociali, la Città di Anzio esprime la sua sentita vicinanza ai cittadini dell'Italia centrale per il dramma che stanno vivendo ed è significativo il fatto che proprio oggi, giorno dell'Unità Nazionale, ad Amatrice, città simbolo del sisma, si tiene il concerto della Banda delle Forze Armate, impegnate nel prestare soccorso alla popolazione ma anche a far sentire la presenza dello Stato in quei luoghi. Loro, le Forze Armate, sono la parte migliore della nostra Italia ed il loro attaccamento alla Patria è motivo d'orgoglio per tutti noi, ma anche una garanzia di sicurezza per il futuro della nostra democrazia. Viva le Forze Armate, Viva Anzio, Viva l’Italia Unita.

mercoledì 12 ottobre 2016

Annalaura Ciervo, sceneggiatrice di Anzio.


Annalaura Ciervo

Oggi presentiamo Annalaura Ciervo, artista anziate doc. Nel 2000 frequenta la Scuola Romana del fumetto dove, oltre alle canoniche lezioni di disegno, segue corsi di sceneggiatura e story-board. Nel 2003 si laurea presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma in Storia e critica del cinema, con una tesi incentrata sulla poetica del regista russo Andrej Tarkovskij nel film “Stalker”. Dal 2005 collabora con la società Orisa Produzioni per la quale cura lo sviluppo di progetti in qualità di autrice e script editor. In questi anni collabora costantemente con Cristiano Bortone nella stesura di progetti di docu-fiction, serie tv e spot televisivi. Nel 2008 cura come autrice la docu-fiction “Diario di classe”, in onda su Raitre e Discovery Real time che segue una classe di ragazzi al loro ultimo anno di liceo, tra amori, piccoli problemi adolescenziali e la preparazione al fatidico esame di maturità. Nel 2012 è co-sceneggiatrice della commedia romantica “10 regole per fare innamorare” che vede tra i protagonisti Vincenzo Salemme, Guglielmo Scilla e Giulio Berruti. Nel 2015 è co-sceneggiatrice del lungometraggio “La bugia bianca”, opera prima di Giovanni Virgilio, uscito in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Bosnia Erzegovina, sul tema dello stupro di massa come arma di guerra. Nel 2016 è co-sceneggiatrice del lungometraggio “Caffè” di Cristiano Bortone, prima co-produzione ufficiale con la Cina, presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori durante la 73. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e in uscita nelle sale dal 13 ottobre. Il trailer è visibile su you tube: bit.ly/CAFFÈBORTONE. La città di Anzio è orgogliosa dei suoi cittadini migliori che portano in alto l’onore della città neroniana. Info: https://it.linkedin.com/in/annalaura-ciervo-8512572b - http://bit.ly/annalaura_ciervo - www.facebook.com/Caffe.OrisaProduzioni.