

"El Caracol" è una residenza costruita abusivamente nei primi anni novanta sulla valle di Lavinio e da molti conosciuto come un quartiere abitato per lo più da malviventi e assolutamente pericoloso, il che appare evidente soprattutto nelle ore pomeridiane, in cui, ragazzi e gentiluomini di varie provenienze si accalcano vicino ai campetti degradati per fare uso o comprare varie sostanze stupefacenti. Dopo innumerevoli arresti, avvenuti nel 2011, il neo amministratore Coppeta ha cercato di attenuare il problema installando una catena automatica che consente, ai soli possessori del telecomando, l'entrata nella residenza con la propria automobile tenendo, per quanto possibile, fuori i non residenti e cercando quindi di scoraggiare gli acquirenti degli spacciatori ed è solo grazie alle telecamere che riprendono buona parte della strada privata, che i condomini si sentono sicuri: Una rassicurazione per genitori e giovani figli che ricordano i tempi in cui avevano la libertà di andare in giro senza la paura di trovare sotto casa qualche ubriaco, a dir poco molesto. I proprietari dei villini sperano che continui la bonifica socio-amministrativa che vedrebbe possibile rivendere le proprietà almeno al prezzo d'acquisto. Tutti, quindi, confidano nel comune, nell'amministratore e nelle forze dell'ordine, aspettando che "El Caracol" torni lo splendido posto ad un chilometro dal mare in cui avevano sognato di vivere. (Manuela Buono).









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